Il 2014 bianconero…

Rabbia, rancore, rateizzazione, riqualificazione, Rosina, rigore, ma anche ripartenza, rivincita, rivalsa, reagire, ricominciare. È strano come sotto la lettera R di Robur, si trovino tante parole che raccontano il 2014 bianconero. Da Catania a Gavorrano, passando per tanti momenti che hanno segnato un anno che, purtroppo, resterà nella storia e nella mente dei tifosi bianconeri.

La B, con la speranza di una promozione che (forse?) avrebbe potuto evitare quanto successo a luglio. Poi la D, la voglia di ripartire e di ritornare in alto e nelle categorie che ci hanno visto protagonisti fino a qualche mese fa. L’anno scorso di questo periodo la Robur era tutt’altro che in vacanza, visto che il giorno dopo Natale sarebbe arrivata la trasferta di Padova ed a seguire la sfida col Varese. Regnava l’incertezza per un futuro nebuloso, fatto di certezze sul campo e tanti dubbi su tutto il resto. Oggi a 12 mesi di distanza lo scenario è totalmente cambiato: la Robur è in testa al campionato, il calciomercato è già alle spalle e non prossimo a venire, e per ciò che non riguarda il campo tante sono le speranze  di avere una società solida ( e che non punti solo a sopravvivere). E allora in questo giorno prenatalizio, guardando a quello che è stato il 2014 bianconero cosa rimane? Andando in ordine sparso, troviamo la notte di Firenze in Coppa Italia, con mille cuori bianconeri a sostenere sotto il diluvio la Robur; la questione stadio con il progetto di riqualificazione dell’area del Rastrello sostenuto e spinto da tutti; resta poi, purtroppo, anche quella settimana pre pasquale con il mancato pagamento degli stipendi che ha di fatto segnato il finale di stagione; resta il gol di Rosina contro il Padova su rigore, ovvero l’ultimo della storia dell’Ac Siena; resta la gara di Varese, con il palo ad impedire alla Robur di giocarsi i playoff e poi chissà. Resta poi l’ansia e l’attesa di giugno e luglio, le speranze che il peggio potesse non arrivare. Resta il 15 luglio, con la mancata iscrizione e l’obbligo di dover ripartire. Poi Ponte, il suo avvento a fine luglio, una squadra fatta in fretta e furia per esser pronta per la prima di Coppa Italia con il San Donato di fronte ad un pubblico che con la D (ma forse non solo) aveva poco a che fare. Oltre 4000 abbonamenti, un numero impressionante per la categoria che testimoniano in maniera inequivocabile la voglia di sostenere la Robur. Foligno, Civita Castellana, ma anche Piancastagnaio, Villabiagio o Trestina per citare alcune trasferte fino a Gavoranno, l’ultima in ordine temporale. Una serie D sconosciuta ai più con l’approdo (o il ritorno) su alcuni campi di provincia ma giocando sempre in casa. Per poi chiudere, al momento, davanti a tutti e sperare di lasciarsi alle spalle tutto.  

Ma alla fine più di tutto, di questo 2014, restano i tifosi bianconeri, sempre presenti e vicini alla Robur e ai colori bianconeri nonostante quanto vissuto negli ultimi 12 mesi e le numerose delusioni subite. Arrabbiandosi e gioendo, inveendo e festeggiando, discutendo, confrontandosi, proponendo. Con la sciarpa al collo e la voglia di tifare la Robur. Da San Siro a Villabiagio…

Fonte: Fedelissimo Online