Ieri, oggi e Bogdani

A tutto volume e ritmato, quel coro suonava più o meno così: «Bog-da-ni… Bog-da-ni… Bog-da-ni…». Fu la prima sollevazione popolare andata in scena quest'anno al Manuzzi. Quel giorno la gradinata votò la sfiducia al fallimentare progetto di Giampaolo improvvisando una pañolada vocale e chiamando a gran voce lui: Erjon Bogdani. Erano i minuti finali del vaporoso primo tempo di Cesena-Chievo, 2 ottobre 2011, e serviva a tutti i costi un centravanti dopo oltre due mesi senza centravanti. Quel giorno fu proprio l’armadio a quattro ante di Tirana ad entrare e a ribaltare l’inerzia della partita, a procurarsi un rigore (poi fallito da Mutu) e a dare la prima robusta picconata alle coraggiose ma esagerate idee di un allenatore che lo considerava meno di zero. Eppure Erjon Bogdani da Tirana, nonostante la naftalina estiva, non è stato mica una zavorra: annusato con sospetto due estati fa, alla fine lui il Cesena lo ha salvato.

Protagonista. Prima delle parole, ecco i numeri che riassumono il suo biennio: 8 gol realizzati l’anno scorso in campionato, 2 gol realizzati quest’anno in coppa Italia. Tradotto: le reti segnate dal delfino di Ficcadenti, nella scorsa stagione, hanno fruttato la bellezza di 11 punti con il favoloso terzo tempo di Lecce e il colpo da biliardo casalingo contro il Bari che sono valsi una discreta fetta di salvezza. Quest’anno, invece, Bogdani è stato il bomber di Coppa: prima il gol decisivo contro l’Ascoli, nel match giocato a San Marino, poi il rigore apriscatole contro il Gubbio al Manuzzi. In campionato, invece, l’albanese non è riuscito a lasciare il segno anche perchè è quasi sempre subentrato dalla panchina, ma in due occasioni (il già citato match contro il Chievo e quello vinto contro il Genoa) si è procurato un rigore (decisivo). Il 31 gennaio è passato al Siena e in Toscana il ruolino di marcia è notevole: 2 gol in 3 partite. Il Siena, insomma, ringrazia mentre lui qualche giorno fa non si è scomposto: «Sono contentissimo per le due reti, ma soprattutto per i risultati che ci stanno dando respiro. La nostra forza è che siamo sempre tutti pronti a dare il massimo».

Addio. La partenza di Bogdani, giunta nelle ultime ore dell’ultimo giorno di mercato, a Cesena ha fatto discutere e allora ecco la versione ufficiale del centravanti albanese: «Non so se il Cesena si sia pentito di avermi ceduto – ha dichiarato in conferenza stampa qualche giorno fa – una cosa posso dirla: con Campedelli ho avuto un buon rapporto e quando gli ho chiesto di partire perchè non trovavo spazio, lui ha acconsentito alla mia richiesta. E di questo lo ringrazierò sempre». Il problema, però, è che Bogdani alla fine è andato a rinforzare una diretta concorrente che non aveva certo bisogno di aiuti altrui, anche se la proposta del club toscano (contratto fino al 2013) era irrinunciabile e nessuno, a Cesena, si è sentito di incastrare o incatenare un giocatore di quasi 35 anni che ormai era diventato una terza o quarta scelta. Eppure, a Siena, l’ex bianconero di Romagna ha addirittura tolto il posto a un monumento come Calaiò, che domenica scorsa ha segnato contro il Cagliari prima di mandare tutti a quel paese. Domani, invece, nessuno manderà a quel paese Bogdani: semmai lo ringrazieranno tutti.

Fonte: Corriere di Romagna