Ieri a Firenze un tifo come da tempo non si vedeva

E venne il giorno, insperato, del derby più derby per noi senesi. Tutti a Firenze. Coloriamo lo stadio di bianco nero era il grido di battaglia anche da queste pagine. E i senesi non si fanno pregare. Pioggia incessante, infrasettimanale, solite beghe istituzionali per scoraggiare le trasferte. Niente ci può fermare stavolta. E finalmente uniti come da tempo non vedevamo ci siamo presentati. Ognuno con il suo pulman, i suoi vessilli, la propria storia di tifosi. E anche il proprio modo di vivere la passione. Ma stavolta non c’è spazio per le polemiche. Fan culo ai social network . Ora c’è la realtà. La battaglia quella vera non dietro una tastiera. Tutti lì. Ingombrati nelle nostre cerate in una curva senza copertura sotto l’acqua che bagna si, ma non spenge la gola di chi incita e guida la gente senza soluzione di continuità. Anche i boriosi tifosi violacei se ne accorgono ci salutano a loro modo. Ed anche questo è un segno di rispetto nel lessico curvaiolo. Del resto abbiamo fatto di tutto per stimolarli e soprattutto non ci siamo mai tirati indietro. La storia è storia. Dietro a questo derby non c’è solo la rivalità sportiva: ci sono secoli di battaglie fra Siena e Firenze.  Il settore è una bolgia al goal del Gaucho Giacomazzi. E, anche quando è evidente che potremmo non farcela, l’incitamento non scema mai. Canti e gioia. La nostra storia di tifosi ci dice che siamo un pubblico da trasferta. La trasferta ci unisce, ci fa fare quadrato, ci stimola a unirci e condividere la passione. E stasera, ancora di più, tutto il tifo senese organizzato e non,  si riunisce sotto la Balzana. Mille vessilli innalzano i cuor e si rivedono due aste, bandiere, sciarpe. Anche questa è una vittoria. Ugualmente in casa sospingiamo questa squadra fatta di brave persone che ci fanno sentire orgogliosi di incitarli come raramente abbiamo potuto vedere nella nostra storia!  Solo così uniti, nel rispetto delle proprie idee e delle proprie storie personali e di gruppo, possiamo combattere e presentarci fieri e compatti  al cospetto dei soliti notabili cittadini che ci vorrebbero umili e sottomessi. La ROBUR è una cosa seria Signori ! Cercate di averne rispetto o sono dolori. Quando siamo come ieri sera a Firenze non ce n’è per nessuno!

Forza Vecchio cuore bianconero.
Federico Castellani

Fonte: Fedelissimo online