Iachini: “Il Siena lo salvo col bel gioco”

Il mister bianconero Giuseppe Iachini ha parlato alla Gazzetta dello Sport in vista della sfida di domenica, dove torna ad affrontare la compagine blucerchiata, da lui allenata l’anno passato e da cui è stato in qualche modo scaricato dopo l promozione in A.
Questo il testo integrale dell’intervista apparsa oggi sulla rosea:

Finale da schiantare, k.o. in serie con Napoli, Milan e Torino, considerando anche la coppa Italia, alla lista si aggiunge la sconfitta+eliminazione davanti alla Lazio. Eppure non è la fine: «Non posso non dire che la situazione sia oggettivamente difficile, ma sono confortato dalla grande disponibilità di tutto il gruppo. E altro fattore che mi fa ben sperare sono le prestazioni: in tutte le partite ci è mancato solo il risultato, non il gioco. La riprova? Che i migliori in campo siano stati De Sanctis, Abbiati, Gillet, insomma i portieri avversari».

lachini, è seduto sulla panchina del Siena da appena un mese: ok le buone partite, ma come si risolleva la classifica?
«Facendo conto che la penalizzazione non esista. Cosmi, professionista che stimo, mi ha lasciato una squadra in ottime condizioni, solo molto turbata, psicologicamente da rinforzare. Non ho fatto e non ho intenzione di fare rivoluzioni, solo metterci qualcosa del mio. Se negli ultimi cinque anni ho centrato 3 promozioni in Serie A, ora mi posso augurare di portare questo gruppo a confermarsi in questa categoria».

Dal mercato potrà ricevere un bell'assist, anche se finora lampeggiano le cessioni, specie in attacco: Larrondo e, soprattutto, Calalò. Possiamo dire chele manca un bel pacchetto di gol?
«Se lo dite voi, si. Normale che, dopo le uscite, qualcuno entri. Lo stesso vale per il centrocampo dopo la partenza di D'Agostino, serve qualcuno con la stessa qualità. Pozzi per l'attacco? Lo conosco e ne apprezzo le qualità, ma non posso aggiungere altro, se non che al 31 gennaio saremo completi».

Domenica, per la prima volta dopo l'addio, ritroverà la Samp. Siederà sull'altra panchina però, visto che in estate le hanno preferito Ferrara.
«Resta una grande sorpresa per il lavoro che avevamo svolto insieme, per i record raggiunti, miglior difesa, miglior attacco, per la promozione in risalita, per i giovani valorizzati. È stata fatta un'altra scelta, segno che a livello professionale non è la meritocrazia ad assegnare i posti. Io ho la coscienza pulita, e soprattutto sento ancora l'affetto e la stima, condivise, con la piazza e la proprietà. È stato detto che si cercava un allenatore con profilo internazionale, ma io non faccio l'attore: lavoro sodo, ma solo sul campo. Ripeto, dispiace per come sono andate le cose, ma il legame con Garrone e i tifosi resta e resterà per sempre, magari un giorno tornerò».

Magari ritroverebbe anche Icardl, che ha iniziato la fase del boom e che intanto incrocerà da avversario. Messaggi da consegnargli?
«L'ho fatto esordire io l'anno scorso, aveva già cominciato a segnare. Si era subito messo in luce, ora sta continuando».

Brescia, Samp, ora Siena. Perché ultimamente trova spazio solo in corsa?
«Nel calcio ci sono cose che si spiegano in tante maniere, io spero solo che alle squadre di lachini siano riconosciuti i risultati, il buon gioco, un'impronta che deriva dal lavoro sul campo, la valorizzazione dei ragazzi».

Mix impegnativo, specie stavolta che riparte dal fondo.
«Ora infatti pensiamo solo a riagganciare gli altri in classifica. L'obiettivo salvezza è lì: ci proviamo e ci crediamo».

Fonte: Fedelissimo Online