I nuovi soci di Robur Siena: Pietro Mele

Pietro Mele. “Oggi qua c’è un grande assente, il giornalista Piero Ruffoli. Più che dei nomi vogliamo presentare un’idea. La Robur è rinata grazie a un imprenditore coraggioso. Lo sport, nello specifico il calcio, è un grande ammortizzatore sociale. Se una comunità civica ha il diritto di avere una società di calcio, tutte le componenti, politiche, economiche che siano, hanno il diritto dovere di fare qualcosa di nuovo. Ponte ha costruito questa società. Inizialmente ha avuto alcuni compagni di viaggio, poi sono entrate persone giovani e appassionate di Roma che volevano lavorare nel calcio e non specularci. Noi non abbiamo mai chiuso la porta a nessuno, ma prima di accettare qualcuno ne va capito l’intento e la provenienza. Vogliamo di coinvolgere i nuovi soci, ovvero costituire un advisory all’interno della società. La speranza è che Robur Siena possa raggiungere tre grandi obiettivi: un rapporto con le istituzioni con cui collaborare, una maggiore penetrazione con il territorio e le sue forze e una collaborazione con i tifosi e con la stampa. I bisogni di una società di calcio sono sempre molto elevati, bisogna iniziare a pensare tutti insieme cose nuove, o percorrere prassi consolidate in maniera diversa. Non esiste bacchetta magica che può risolvere ogni problema, ma ci possiamo porre tanti piccoli grandi obiettivi che possano trovare equilibri senza penalizzare nessuno. Siena ha bisogno di avere concatenamento sul territorio per autosostenersi. La stampa poi è importante, è il mezzo che veicola le informazioni. Abbiamo la possibilità di sfruttare un imporetante strumento legislativo che non è speculativo dal punto di vista edilizio, ma una possibilità importante che è un valore, una carta da essere giocata da una società di calcio. Un valore che deve essere ben speso. Bisogna tenere presente che siamo ubicati in un luogo che è anello di congiunzione tra il parco urbano e l’inizio del centro storico. Può essere l’incipit per uno sviluppo, anche, del centro storico stesso Sono particolarmente contento di condividere con le persone questo peso che mi sentivo sulle spalle. Sullo stadio l’amministrazione si è già espressa favorevolmente. Ora c’è da capire il modo. La legge 147/2013 è chiarissima, dà grandi agevolazioni burocratiche, ma mette paletti precisi, come la garanzia che l’opera finita debba andare avanti nel tempo come l’obbligo di non tenere aperto il cantiere. La Robur si è presa l’onere su quali imprenditori porteranno avanti l’iniziativa, e l’utente finale. Sull’argomento centro sportivo la prima domanda è se a San Miniato c’è spazio per fare tutto ciò che è necessario. Niente è accantonato, ma neanche niente è partito. Se l’operrazione stadio potesse partire possiamo sperare in qualcosa di meglio”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line