I GRANDI PROGETTI DI LOMBARDI STRONATI

Prima la salvezza. A tutti i costi. «Oggi raggiungerò la squadra in ritiro a Viareggio, voglio starle vicino, sabato a Reggio Calabria ci giochiamo un pezzo di vita». Poi Giovanni Lombardi Stronati costruirà un Siena fatto soprattutto di giovani che dovrà assomigliare il più possibile alla Roma di Spalletti. Alla sua Roma, sì perché l’uomo che do mani diventerà ufficialmente amministratore delegato del Siena è un tifoso giallorosso da sempre. La domanda: avvocato Stronati, chi glielo ha fatto fare di sbarcare nel grande calcio? Un mezzo sorriso, le idee estremamente chiare. «Nel grande calcio sono già sbarcato a suo tempo, è vero che il Pescina Valli del Giovenco è in serie D, ma come presidente mi sento ugualmente realizzato, visto che abbiamo 12 punti di vantaggio sulle seconde, visto anche che abbiamo una scuola calcio con 300 bambini e che tutte le domeniche escono 7 squadre. Dove voglio arrivare? Più su della C2 e non oltre la C1, i limiti economici della zona non ci consentirebbero di volare più alti».

MODELLO UDINESE – Parla Stronati e capisci subito che ha nella testa un progetto importante per il Siena. «Datemi un po’ di tempo e vedrete dove arriveremo, state sicuri che svilupperemo al massimo il settore giovanile e la scuola calcio. Vogliamo costruire un grande centro di allenamento, ora il Siena lavora su un campo in affitto a Colle Vai d’Eisa e la primavera da un’altra parte, non esiste. Nella zona dedicata al pallone ci saranno almeno 4 campi, un pensionato e un centro per la rieducazione (una sorta di Siena Lab, ndr) per l’alimentazione, che riguarderanno anche il settore giovanile». Guarda lontano, nei suoi pensieri alberga una società che dovrà avere come modelli da seguire l’Udinese e l’Atalanta. «Studierò come lavorano, come si muovono, come sono organizzate, il loro modo di fare calcio mi affascina». Morale: sarà la fine del Siena targato Juventus come è accaduto negli ultimi anni? «E’ una voce che conosco, certo, rispondo così: andremo avanti con le nostre gambe e percorreremo la nostra strada, ma attenzione, non ci saranno chiusure con nessuno. Uno: abbiamo alcuni giovani bravi in compartecipazione con la Juventus e faremo il possibile e anche qualcosa di più per trattenerli a Siena. Due: manterremo un rapporto con la Juventus. Tre: costruiremo un buon rapporto anche con le altre grandi società. E nel rapporto con la Roma, consentitemelo, ci metterò anche un pezzo del mio cuore».

RESTA BERETTA – Stronati sa già come dovrà essere il suo Siena, «vorrei che giocasse il calcio della Roma, ma poi sarà Beretta a decidere come giocherà». Come, resterà Beretta? «Certo, e non solo perché ha un biennale, ma perché è un bravo allenatore. E resterà anche Perinetti». Diventa un fiume in piena: «Non faremo acquisti a effetto, portare a Siena un campione solo per fare cassa non servirebbe a niente. La promessa che faccio alla gente di Siena è quella di costruire un Siena che durerà nel tempo. Dico di più: la squadra di oggi è più forte di quanto evidenzi la classifica, il punto è che questo vuoto societario ha finito per creare qualche apprensione tra i giocatori. Ma vedrete che con la tranquillità ritrovata faremo un grande finale dì campionato, perché il vero Siena è quello della prima parte e non quello della seconda». Sta attento a rimanere tra le righe, ma Stronati due o tre frasi avvelenate le mette in piazza. «Siamo stati sfortunati negli episodi e negli arbitraggi in queste ultime settimane. Prendete la trasferta di Parma: siamo stati massacrati. Alla fine della partita mi hanno chiesto se fosse stata mia intenzione licenziare Beretta e io ho risposto che un’altra persona avrebbe meritato di essere licenziata per quello che aveva combinato». L’arbitro Tagliavento, appunto. Si ferma, vola a sabato, alla partita di Reggio Calabria. «Saremo forti, uniti e motivati, mi aspetto un grande Siena». Non vuole, non può parlare di premio salvezza, ma sentite un po’ qua, «un bel regalo alla squadra glielo farei di sicuro».

DUE ARGENTINI – Il Siena come l’Udinese, «sì, Pozzo è il mio ideale dì presidente», considerate quelle che sonati. «Abbiamo già acquistato parecchi giovani e a giorni chiuderemo anche per due argentini, un centrocampista e un attaccante, uno di 21 anni e uno di 19. Probabilmente li rileveremo come Siena e poi li daremo in prestito al Pescina. Credetemi, stiamo già costruendo il Siena di domani. Perché ho deciso di non. fare il presidente? Perché come presidente ho voluto Pier Luigi Fabrizi, professore dì Economia alla Bocconi, una persona di livello superiore. Di livello superb5 sì, come d essere anche il mio Siena». (Claudio Beneforti)

Fonte: Corriere dello Sport-Stadio