I giudizi dell’annata: l’attacco

Ultimo appuntamento che riepiloga la stagione dei protagonisti che hanno vestito la maglia bianconera. Dopo difensori e centrocampisti, è la volta degli attaccanti.

 

FORTE: così come Crocchianti, anche lui è reduce da un periodo di inattività di due anni. Inizia facendo subito intravedere i suoi colpi, soprattutto a Civita Castellana dove è devastante. In terra laziale, però, si infortuna e prima di rivederlo trascorrono mesi. Rientra nel 2021 ma il campo lo vede a intermittenza, perseguitato dalla sfortuna. Sicuramente il più grande rimpianto della stagione, viste le indiscutibili qualità mostrate nei pochi spezzoni in cui è potuto scendere sul rettangolo verde

GIBILTERRA: salta le prime sette gare per squalifica e all’improvviso spunta come migliore in campo col Gavorrano, nella gara che chiude un 2020 di illusioni (Siena campione d’inverno). L’inizio del nuovo anno è incoraggiante, poi si smarrisce incidendo sempre meno. Perde convinzione e anche qualche episodio, vedi un paio di legni, non lo aiuta

GUIDONE: sbaglia qualche gol di troppo nelle prime dieci partite – a parte la tripletta col Cannara va in rete solo a Civita Castellana – ma poi si prende sulle spalle la squadra e ne mette a segno 17 (uno solo su rigore). Più sei assist. Difficile chiedere di più al capitano

GUBERTI: qualche dubbio c’era, visti i problemi fisici dello scorso anno, e invece è il giocatore più impattante del mercato di riparazione. Quasi tutti i pericoli nascono dal suo piede, realizza 4 rigori su 4, dispensa assist (5) e giocate d’alta scuola

KRUSNAUSKAS: 17 minuti col Grassina, poi un compagno lo colpisce alla caviglia in allenamento e ce lo ritroviamo in stampelle in tribuna per il mese successivo. A marzo se ne torna in patria dove segna un gol in 14 partite

MAHMUDOV: quando firma si sa già tutto di lui: esperienza in campo europeo, qualità, dribbling, calcia con entrambi i piedi… Debutta titolare col Montespaccato, si procura e trasforma il rigore decisivo e per poco ci si crede. Si rivede solo quando perde palloni facendo ripartire in contropiede gli avversari

MIGNANI: all’inizio doveva essere il quarto attaccante, ma i tanti problemi con le quote del 2002 lo fanno salire prepotentemente nelle gerarchie di Gilardino. A prescindere da questo, lui si dimostra pronto e risponde sempre presente, mostrando tutte le sue qualità in campo aperto. Il suo rendimento cala leggermente negli ultimi mesi, ma per essere la sua prima stagione tra i grandi il bilancio è positivo

MOROSI: è l’unico di quel che rimane della juniores ad allenarsi in pianta stabile con la prima squadra per volere di Gilardino, si toglie la soddisfazione di esordire contro la Sinalunghese

ORLANDO: come tipologia di attaccante è un ibrido, perché per caratteristiche si avvicina più ad una seconda punta piuttosto che ad una prima. Non a caso si trova più a suo agio con un compagno accanto rispetto a quando è schierato come centravanti. Spesso impiegato a gara in corso, non ha grandi occasioni per incidere e difatti non riesce a lasciare il segno, nonostante non lesini mai impegno. Segna comunque tre reti, su tutte quella da tre punti a Gavorrano che per qualche settimana illude anche che si possa centrare un’insperata rimonta

PADULANO: arrivato anche lui nel mercato di riparazione per dare imprevedibilità e fantasia all’attacco bianconero, non trova un grande feeling con la Robur. Un solo lampo vero e proprio, il bell’assist per Guidone che vale il momentaneo sorpasso nella gara casalinga contro il Badesse. Per il resto, esperienza complessivamente negativa e che sembra destinata ad essere fugace, visto che le sue prestazioni non riescono mai realmente a convincere Gilardino

SARTOR: probabilmente è la vera delusione dell’annata per quelle che erano le aspettative nei suoi confronti, anche se non tutte le responsabilità gravano su di lui. Il paradosso è che l’avventura in bianconero era iniziata come meglio non poteva: doppietta all’esordio con l’Ostiamare, e zampata vincente in quel di Scandicci. Da lì in poi perde fiducia, quando Gilardino accantona le due punte e passa al 4-3-3 il suo minutaggio crolla e lui finisce per collezionare panchine. Il punto di non ritorno è l’arrivo del duo Pahars-Gazzaev, con cui matura la decisione di lasciare Siena. Peccato lo faccia poche ore prima del ritorno del tecnico campione del mondo, nella seconda parte di stagione avrebbe potuto ancora fare comodo

(Giuseppe Ingrosso-Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol