I giudizi dell’annata: la difesa

Terminato il campionato, vogliamo dare uno sguardo alle prestazioni degli interpreti scesi in campo facendo una panoramica sulla stagione di ognuno. Questo primo appuntamento si focalizza sulla retroguardia: portieri e difensori.

 

NARDUZZO: mantiene un rendimento costante e di buon livello per tutto l’arco del campionato, durante il quale si fa apprezzare anche per le sue abilità di para-rigori (neutralizzati ben quattro), fino a quando Gilardino non decide di sostituirlo per fare spazio a Gragnoli. Il suo futuro sarà legato proprio all’annosa questione della quota in porta: se il Siena dovesse scegliere di affidarsi ad un under tra i pali, difficilmente potrebbero esserci le condizioni per una sua permanenza in bianconero

GRAGNOLI: chiamato in causa dal tecnico piemontese a sorpresa nelle ultime cinque giornate, si fa trovare pronto mostrando buoni riflessi e una discreta personalità, dando anche lustro al lavoro di Cancarini. Unico neo la corta respinta sulla punizione del Trastevere nella recente sconfitta in semifinale playoff: un errore che, vista la giovane età, è assolutamente comprensibile

BEDETTI: una bella prova, quella di Civita Castellana, dove confeziona un assist e cambia tre ruoli, ma in generale paga più degli altri l’inesperienza, fatto che porterà Gilardino ad adattare Haruna in posizione di terzino destro dopo poche giornate. Non lo si vede più dopo la gara casalinga contro il Trestina, da quel momento spariscono anche le comunicazioni della società su di lui

CARMINATI: durante tutta la prima parte di campionato è un giocatore di un’altra categoria, per sicurezza, maturità, eleganza e confidenza con la posizione ed il reparto. L’unico calo si nota in concomitanza dell’arrivo del duo Pahars-Gazzaev. Ma non per demeriti suoi: i due tecnici stranieri lo schierano come braccetto di destra della difesa a tre, dove fatica per caratteristiche ad interpretare il ruolo. Dopo il ritorno di Gilardino è anche sfortunato: il covid e qualche problemino fisico lo tengono ai margini

CROCCHIANTI: una delle scommesse del direttore sportivo Grammatica che non va a segno. Non giocava da due anni e i numerosi stop della prima parte di stagione non lo aiutano. Con Ostiamare e Cannara fa vedere di avere doti importanti, ma i reiterati problemi alla schiena, che gli vanno a creare ripercussioni sul flessore, lo bloccano e non gli consentono mai di dare continuità negli allenamenti

DE ANGELIS: un esordio scintillante alla prima con l’Ostiamare, e la sensazione di avere tra le mani un giocatore di grande prospettiva. Ma i successivi mesi sono un calvario: prima uno stop per problemi muscolari, poi a Civita Castellana si rompe il menisco e sta fuori per cinque mesi. Al ritorno in campo mette lo zampino sulle vittorie di Gavorrano e Grassina, affiancando anche qualche bella prestazione. Nel finale di campionato resta ai margini per scelta tecnica, penalizzato dalla decisione di Gilardino di puntare su Gragnoli come 2001

FARCAS: toppa solamente le due trasferte a Trastevere, ma per tutta la stagione si dimostra il giocatore più continuo e positivo insieme a Guidone. Sfrontatezza, caparbietà, personalità e anche qualità, è imprescindibile per la retroguardia bianconera ed è forse l’unico – insieme a Martina – che non risente in negativo della sciagurata parentesi russo-lettone. Gilardino non solo lo definisce il più pronto tra le quote, ma addirittura un “vecchio” per le sue doti mentali. Parole che suonano come un segnale, neanche troppo velato, della volontà di riconfermarlo

GUARINO: arriva nel mercato di riparazione per mettere una pezza alle tante defezioni nel reparto e per dare esperienza, ma il suo ambientamento non è dei più facili. Un esordio da dimenticare con la Flaminia e qualche prova incolore di troppo. La sua migliore prestazione resta quella di Grassina

ILARI: nei primi mesi l’alternanza con Bedetti non lo premia, poi trova sempre meno spazio perché tra i suoi coetanei del 2002 Gilardino riceve più garanzie da Mignani. Alcune prove da dimenticare, ma termina il campionato in crescendo e con la soddisfazione del gol da tre punti in quel di Bevagna

MARTINA: arrivato tra lo scetticismo e reduce da una rottura del crociato, il terzino pugliese sorprende tutti per le sue grandi abilità in progressione. Dopo lo sfortunato esordio di Scandicci, si riscatta a Cannara con una prova d’autore e da lì comincia la sua escalation che lo porterà a diventare un titolare inamovibile per tutta la stagione. Mostra anche una discreta crescita a livello difensivo, e dà la sensazione di avere ancora ampi margini di miglioramento, soprattutto in fase di rifinitura. Sicuramente uno dei migliori dell’annata

PAVLAK: il giovane bosniaco giunge in bianconero a stagione inoltrata, per consentire a Gilardino di avere un ricambio in più tra le quote del 2002. La lingua non aiuta il rapido inserimento in gruppo, poi però ha la sua occasione contro la Sangiovannese e la sfrutta bene. Dopo la trasferta di Montespaccato non trova più il campo e chiude la stagione in infermeria

RUGGERI: comincia benissimo, tra gli under è forse quello che si inserisce meglio nei meccanismi della squadra. Timbra subito il cartellino alla terza giornata (contro la Flaminia) e fino alla gara casalinga contro il Montespaccato rappresenta una sicurezza nello scacchiere di Gilardino, pur non venendo schierato nel suo ruolo naturale. Successivamente paga l’esplosione di Martina, e nelle poche volte in cui torna ad essere impiegato non riesce a ritrovare le certezze di inizio stagione. Come Carminati, nel finale deve suo malgrado convivere con covid e infortuni

TERIGI: una prima parte di campionato non semplice, per i tanti problemi fisici che lo affliggono e lo costringono a scendere in campo col contagocce. Quando torna, però, il suo apporto in difesa lo dà eccome, risultando spesso e volentieri tra i migliori in campo. Il rimpianto è non averlo avuto al top per tutta la stagione

Mai scesi in campo MARCOCCI e LEGGIERO

(Jacopo Fanetti-Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol