Hetemaj: «Caro Iachini, prima viene il Chievo»

Non inganni il taglio alla mohicana e il modo, aggressivo, di approcciare la partita, perché il guerriero ha il cuore tenero. Anche se la fedeltà alla bandiera viene prima di tutto. E allora Perparim Hetemaj mette il Chievo là davanti, la salvezza sopra ogni pensiero.  Ma non può evitare dediche affettuose all'indirizzo di Beppe Iachini, l'allenatore che gli ha presentato l'Italia e gli ha insegnato come si gioca sui nostri campi. Ma che oggi siede sulla panchina del Siena, prossima avversaria dei gialloblù in campionato. La gratitudine del mediano finlandese è intatta. Per Iachini escono solo riflessioni al miele. Anche se l'interesse supremo, oggi, si lega ad altri colori: «Per me quella di Siena è certamente una partita particolare», spiega Hetemaj, «perché ritrovo quello che è stato il mio primo allenatore in Italia e mi ha dato tanto. Ripeto, è una partita speciale. Tanto più che è la prima volta che mi tocca di giocargli contro».

Entriamo nel dettaglio: che cosa le ha insegnato Iachini?
«Quasi tutto del modo in cui sto giocando. Perché prima di lui non avevo tanta esperienza e sapevo poco del modo in cui si gioca in Italia. Lui mi ha insegnato ad avere confidenza col pallone e con questo calcio. Lui e il suo staff mi hanno aiutato. Tanto».

Quanto pensa di assomigliargli come giocatore? Perché punti di contatto ce ne sono… «Non so, mi hanno già detto che siamo simili ma io non l'ho mai visto giocare, non posso dire granché…».

E della sua filosofia di calcio che cosa le piace?
«Lui è un allenatore molto bravo, gli piace che si giochi la palla, gli piace attaccare. Con la giusta aggressività».

Quindi spera che, oltre al Chievo, si salvi anche il Siena?
«Certo. Però, sia chiaro, io tifo prima di tutto per il Chievo».

E se proprio il Chievo domenica dovesse vincere la partita cosa direbbe Hetemaj al suo vecchio maestro?
«Niente, sarei contento per me stesso. Ma gli voglio bene per cui spero davvero che pure il Siena ne venga fuori».

Intanto il pari col Catania è alle spalle. Al di là dei legami con Iachini quanto è importante la partita del Franchi? Perché probabilmente loro contano molto di far punti col Chievo.
«Fa parte del gioco. Ma anche noi vogliamo vincere. È una partita molto importante come saranno le cinque che seguiranno. I punti si possono fare in ogni gara. E a noi ne serve ancora qualcuno per stare tranquilli».

Tre? Uno? Corini lo ribadisce ogni volta: si va sempre in campo per vincere.
«Ed è giusto che sia così. Non ricordo una sola volta che abbiamo iniziato la partita per accontentarci del pari. Però certe volte anche un punto può andare».

Superato il Siena ci sarà il Genoa, altra inseguitrice.
«Il calendario è questo. Dobbiamo essere contenti del fatto che loro stanno sotto di noi. Questo ci dà forza. E conferma che non stiamo facendo poi così male».

Però l'attacco stenta. A volte si inceppa.
«Anche questo fa parte del gioco. Non si può far gol ogni partita. Niente gol col Catania? Anche loro non ne hanno fatto. Non mi pare che anche in questo senso ci manchi granché».

Diversamente da quanto visto col Catania, a Siena non troverete una squadra che vi aspetta. Saranno loro quelli costretti a forzare i tempi. E voi potreste avere qualche spazio in più in contropiede…
«La tattica la deciderà il mister. Non ho visto tante partite del Siena. E poi siamo ancora al martedì…».

Ma è certo che il Siena deve vincere se vuole sperare di salvarsi. Potreste approfittare della chiave tattica favorevole.
«Può essere…».

Parliamo di questo taglio alla mohicana: a chi si è ispirato? È solo un fatto estetico o c'è un messaggio bellicoso lanciato agli avversari?
«Ho sempre avuto tagli un po' diversi, corti, lunghi… Ho già avuto anche un taglio come questo. Ho deciso di farli così perché non mi piace di stare troppo a lungo con la stessa acconciatura».

Chi è il giocatore del Siena che teme di più?
«Credo che loro siano tutti bravi. L'anno scorso ci avevano disturbato molto Mannini e Gazzi. Per fortuna oggi non giocano più lì».

Cosa pensa del suo rendimento quest'anno?
«Ripetetemi la domanda dopo che ci siamo salvati. Io sarò soddisfatto del mio campionato solo quando potrò dire che il Chievo è rimasto in Serie A».

E il futuro? È ancora gialloblù?
«Il futuro è lontano. C'è ancora il campionato. E poi fatemi fare le vacanze…».

Fonte: larena.it