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Hagbe: “Spero che sia un viaggio lungo. Non pensavo che il lavoro mi ripagasse fino a questo punto”

Emozionato, quasi incredulo al momento della premiazione. Ad Alfred Hagbe mancano le parole al momento della consegna della targa ottenuta in qualità di miglior giovane del campionato 2023/24. Con una media di 6,56, infatti, il giovane centrocampista è la quota ad essersi classificata meglio nella graduatoria del Fedelissimo d’Oro. «Ho visto la classifica e non mi aspettavo di essere in quella posizione. Ho tutti i voti e i ritagli di giornale a casa, voti che vanno dal 6,5 in su, decisamente migliori di quelli che ho a scuola (ride, ndr)».

Crescita – “Mi sono imposto in una parte del campo in cui i fuoriclasse non mancavano. A costo di essere ripetitivo, devo ringraziare i miei compagni che stanno favorendo la mia crescita a livello calcistico e personale. Spero che sia un viaggio lungo, qui sono a casa e vorrei restarci”.

Serie D – “È vero, poteva arrivare già l’anno scorso ma arriverà tra poco, è questione di mesi. Il mio compito è quello di farmi trovare pronto. Siamo realisti, so che la società dovrà fare innesti e quindi sarà ancora più difficile lottarsi il posto. Ma chiunque arriverà non lo vedrò come un nemico, ho solo da imparare e continuare per il mio percorso. Per ora sono sulla buona strada, sta a me dimostrare se sarò adatto anche alla categoria dell’anno prossimo. La mia permanenza è sicura? Per me è un sì, aspetto solo di chiarire con i dirigenti”.

Quota – “Il prossimo sarà l’ultimo anno da quota, starà a me sfruttare questa possibilità. Questo mi potrebbe consentire di partire più avvantaggiato e questa posizione devo sfruttarla a mio favore”.

Aspettative – “Mi sarei aspettato di trovare spazio, perché ho una mentalità molto tenace. Sono convinto che il lavoro ripaga, ma non pensavo mi avrebbe ripagato fino a questo punto. C’è stata anche una bella dose di fortuna, mi sono fatto trovare pronto al momento giusto”.

Espulsione a Terranuova Bracciolini – “L’ho messa subito da parte. Come un 3 a scuola, si fa di tutto per non farsi bocciare e recuperarlo. Sono tornato a casa, mi sono preso le sgridate da tutti, amici e famiglia. Le tre settimane successive le ho passate a correre. Il mister poi ha visto che mi sono impegnato e il resto è venuto da sé”.

Festeggiamenti – “Finendo prima la stagione ho avuto la possibilità di godermi la vittoria e festeggiare con i compagni e con la città, che mi sono goduto appieno in queste settimane. Quale il gol più bello? L’ultimo con la Baldaccio Bruni, perché ci ha dato la vittoria matematica del campionato. Non me lo dimenticherò mai”.

Apporto – “La scena, come è giusto che fosse, se la sono presa i grandi, senza di loro non saremmo arrivati dove siamo ora. Penso che però un po’ della mia grinta e la mia lotta siano serviti. In ogni caso, abbiamo vissuto una situazione nello spogliatoio tale per cui si era contenti chiunque giocasse. Da una parte penso che per le grandi imprese l’obiettivo personale debba essere messo un po’ da parte”. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol