GUIDOLIN DIMENTICA GLI INFORTUNATI: “ABBIAMO TANTE SOLUZIONI”

 

“Abbiamo tante soluzioni e in settimana abbiamo provato almeno tre diversi modi di giocare”. Francesco Guidolin, alla vigilia di Parma-Siena, non si lamenta degli infortunati e guarda avanti: “La sosta toglie e dà, ci sono diversi giocatori ad esempio che hanno avuto modo di lavorare ed entrare in piena forma, anche se spiace per Biabiany e Paloschi, che sarà a mezzo servizio”. I fischi alla Nazionale? “Un problema culturale, ma a Parma c’è uno spirito sano”.    Guidolin, domani non ci sono Mariga e Biabiany: come cambierà il Parma? “Abbiamo anche Paloschi a mezzo servizio, dopo che l’Under 21 lo ha restituito un po’ acciaccato. E questo ci dispiace perché siamo orgogliosi che i nostri giocatori vadano in Nazionale, anzi vorremmo ce ne andassero anche di più perché vorrebbe dire che va tutto bene, ma ci piacerebbe anche tornassero in buone condizioni. Domani non sarà disponibile al cento per cento e andrà in panchina. Tutti gli altri stanno bene e hanno lavorato tanto. Sappiamo che il Siena ci potrà creare dei problemi e dovremo essere bravi noi a crearne altri a loro”. Bojinov invece come è tornato dalla Nazionale? “Bene, abbiamo provato anche lui ed è una delle soluzioni. La coppia con Amoruso? Io di attaccanti domani ne ho solo tre, più Paloschi che recupero per la panchina”. Lei si schiera dalla parte di Galliani che aveva parlato di maggiore tutela per i club che portano giocatori in Nazionale? “No io mi schiero dalla parte di quelli che dicono che la A dovrebbe essere a 18 squadre, perché darebbe a tutti più tempo di riposare. Senza partite infrasettimanali. Poi i migliori devono andare in Nazionale”. Giovedì avete provato diverse soluzioni… “Ne abbiamo provate tre, noi ci modelliamo durante la settimana in modo diverso per affrontare un Siena che ha fatto bene nelle ultime partite. Per questo dovremo essere molto attenti”. Ieri un ex, Galloppa, ha parlato dei punti di forza della squadra toscana: organizzazione, allenatore e reparto offensivo… “Lui conosce l’ambiente di Siena meglio di tutti e sono d’accordo, anche se penso che sia forte pure il centrocampo con Vergassola. E’ una squadra che ha la capacità e l’esperienza di mantenere la categoria con una buona dose di serenità, quello che sarebbe il nostro obiettivo”. Zaccardo e Dzemaili adesso sono in forma? La pausa li ha aiutati? “Sì, hanno lavorato bene. Se la sosta toglie qualcosa in termini di infortunati e di gruppo, dall’altra dà anche un po’ di tempo per crescere a chi ha bisogno di lavorare, come appunto Zaccardo, Dzemaili e anche Amoruso. Poi abbiamo recuperato Paci…”. Circa i fischi alla Nazionale? “Premesso che la gente può disapprovare, in Italia manca lo spirito di appartenenza, qualità che in altre parti d’Europa c’è. Una questione culturale, che nasce dal fatto che siamo una nazione giovane. Non abbiamo dunque nello sport e nel calcio, che è la disciplina più popolare, l’attaccamento ad una squadra. Così, spesso, la gente va allo stadio con diffidenza e poca tolleranza. Poi, lo ripeto, se non è contento uno può disapprovare ma l’approccio alla partita altrove è da amico, qui invece più ostile”. Parma però lei l’ha definita una città anglosassone proprio una settimana fa… “A Parma mercoledì sono venute tante persone da fuori, per quanto mi riguarda la gente qui ha il giusto senso critico e di affetto verso la squadra, come dimostrano le tante presenze l’anno scorso in B. Ma io parlo in generale: in Italia non si va allo stadio con la giusta serenità”.   Fonte: www.fcparma.com