Guglielmo Mignani: “La Robur può essere l’outsider. La seguirò da tifoso”

“È stata una trattativa velocissima. Ho accettato subito perché volevo una piazza ambiziosa in cui poter riscattare la brutta stagione dello scorso anno”. Guglielmo Mignani riparte dal Poggibonsi, dopo le esperienze prima a Carpi e poi a Badesse, sempre in Serie D. Il professionismo lo aveva raggiunto dopo il bel campionato con la Robur, ma a Montevarchi è durata pochissimo. “A 19 anni un’offerta del genere non potevo rifiutarla – spiega l’attaccante senese al Fedelissimo Online – volevo confrontarmi in una categoria superiore ma ho preso il Covid, sono stato fermo un mese e a quel punto la scelta è stata di tornare in D per trovare più spazio. Ma sia per sfortuna, tra i cambi tecnici a Carpi e un infortunio a Badesse, sia perché ci ho messo del mio, non sono riuscito a riconfermare quello che avevo fatto a Siena”.

A Poggibonsi avrai tanta concorrenza.

Davanti siamo forti, con giocatori esperti che hanno ricevuto offerte di categoria superiore. Quasi tutti sono finiti in doppia cifra l’anno scorso. Partirò dietro, ma anche a Siena partivo dietro. Punto a scalare le gerarchie e aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi.

Meglio la comodità di giocare vicino casa, oppure gli stimoli di una città più lontana da Siena?

Non c’è molta differenza. Siamo di fatto dei professionisti e il lavoro, l’alimentazione e il comportamento non devono cambiare. Chiaro che stando a casa hai più confort perché stai con gli amici e la famiglia.

Che ricordi hai della stagione in bianconero?

È stato un sogno giocare a Siena, nello stadio dove sono cresciuto e dove andavo da tifoso, in ogni categoria, anche in D quando vincemmo il campionato. Sono stato bravo e fortunato ad avere un ruolo da protagonista, cosa che non mi sarei aspettato a inizio anno. È stato tutto più facile perché sentivo la fiducia di tutti, dai tre mister ai compagni.

Hai continuato a seguire le vicende del Siena?

Certamente. Sono rimasto legato ad alcuni compagni, ho un bellissimo rapporto con Farcas e Sare. L’anno scorso sono venuto diverse volte allo stadio. Mi è dispiaciuto quando è stato di nuovo esonerato Gilardino, stava facendo un grosso lavoro. Ho visto troppi cambi e assenza di continuità, quest’anno invece stanno facendo le cose per bene. È stata mantenuta l’ossatura dell’anno scorso e Pagliuca ha sempre fatto bene. A Piancastagnaio la sua squadra era molto organizzata. Sono curioso di vedere quello che farà il Siena, non parte favorita ma può essere l’outsider.

Cosa hai provato quando tuo padre Michele è stato promosso in B col Bari?

Una delle emozioni più belle della mia vita. Sono sempre stato il suo primo tifoso, ci sentiamo tutti i giorni, ci confrontiamo. E ora è ancora più bello perché si sta giocando un campionato bellissimo con piazze importantissime.

E i suoi due anni da allenatore del Siena?

Il primo anno è stato fatto qualcosa di straordinario, il secondo totalmente falsato e quindi poco giudicabile con il ripescaggio negato, l’inizio in ritardo e pure il fallimento del Pro Piacenza.

L’impressione è che Michele abbia tentato di tenere un atteggiamento posato, misurato. Un modo forse per gestire la particolarità di allenare nella città del suo cuore.

È la sua personalità, il suo carattere. È una persona molto equilibrata, non si fa abbattere dalle sconfitte e non si esalta nelle vittorie. Non so come fa a tenere questo comportamento. È stato così a Siena, ma anche a Modena e lo è adesso a Bari.

Se un giorno tuo padre ti allenasse?

È già successo in un paio di allenamenti in prima squadra quando ero nel settore giovanile del Siena. Sono sincero, non dico che andrei in difficoltà però avrei paura dei giudizi in generale. Sarebbe molto strano parlare di lui con i compagni, o vivere l’esperienza sia in campo che in famiglia. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol