«Riguardo l’infallibilità penso che il merito sia di un team di lavoro. Io ho portato dei calciatori però credo che la valorizzazione sia stata fatta dallo staff tecnico. Credo tanto nel lavoro di squadra, per questo mi sento di condividere questo premio con i miei collaboratori. Da Luigi Conte, che è stato al mio fianco dall’inizio, anche nei momenti di forte stress, ma anche Simone Farina, Andrea Levorato e tutto lo staff tecnico e i magazzinieri. Senza dimenticare i calciatori, che sono stati veri protagonisti». Per Simone Guerri il 15^ premio De Luca, conquistato in qualità di personaggio della società ad aver meglio figurato, è un traguardo da dividere con un gruppo di persone che ha lavorato senza sosta dal primo giorno con grande professionalità. Il direttore sportivo bianconero non nasconde la riconoscenza nei confronti dei suoi più stretti collaboratori, con i quali spartisce i meriti della vittoria del campionato di Eccellenza. Un risultato che deve proiettare la Robur nel migliore dei modi verso il prossimo futuro, che si chiama Serie D: «Stiamo procedendo per step. Prima ci sono dei rinnovi da fare, a partire dal mister. Anche io sono in parola, ma tra di noi – rassicura Guerri – stiamo già parlando e progettando. Dopo la partita di domenica pensiamo di definire le cose. Poi è chiaro che nella testa mi porto già avanti, un dirigente lavora per l’immediato ma anche in ottica futura. Credo che abbiamo creato un ambiente sano, lo si vede da questa sera ma la squadra lo ha percepito durante tutto l’anno, quindi ci sono i presupposti e le basi per progettare qualcosa di importante, sempre comunque step by step».
Inevitabile soffermarsi sulla permanenza di Lamberto Magrini, che la piazza chiede a gran voce: «È un’attesa che vogliamo regalare alla piazza per tenerla sulle spine (sorride, ndr). A parte gli scherzi, con il mister sono sempre insieme, sono sicuro che non c’è nessun problema. Ci sono delle cose tecniche da risolvere, che ritengo anche giuste. A breve avrete tutte le risposte del caso, ma ribadisco che non c’è nessun problema». (Jacopo Fanetti)
Fonte: Fol
