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Guerri: “Quel 6-1 in amichevole è stato utile a farci capire che la strada era giusta”

“Sì, lo scorso anno, quando la società svedese è arrivata, nei primi mesi ci sono stati anche scontri che sono serviti a tutti e due, ma soprattutto a me, per capire quello che loro volevano: creare un calcio dominante, con una squadra propositiva e giovane, in grado di riavvicinare il tifoso allo stadio. Diciamo che la mia conoscenza con la nuova società è stata parallela al crescere dei contatti con Bellazzini, che comunque conoscevo già perché avevamo giocato insieme a Pistoia. Al tempo c’era feeling in campo e c’è stato anche dopo”. A parlare è Simone Guerri, che a Inside Siena, all’interno del contenuto riservato ai possessori della membership card, ha raccontato l’avvicinamento a Tommaso Bellazzini. “Dall’anno  scorso abbiamo iniziato a sentirci con più frequenza e, dentro di me, cominciavo a capire che poteva essere un giusto allenatore futuro. La cosa che mi convinceva di lui era che proponeva un gioco che stanno proponendo anche altri allenatori ma che, a differenza di quello che fanno molti, non era fine a se stesso, tanto per farsi bello lui. Il gioco di Bellazzini non è egoriferito, è un gioco di un allenatore sorprendentemente maturo, con una bella intelligenza calcistica”.

Il diesse bianconero spiega quindi l’aspetto che più lo ha soddisfatto fin qui: “Che fin dalle prime partite si è vista l’identità della squadra, una cosa che credevo sarebbe emersa più avanti. Paradossalmente, una delle partite più belle è stata quell’amichevole (contro il Cittadella Vis Modena, ndr) che abbiamo perso 6-1. I ragazzi eseguono dal primo giorno quello che gli dice l’allenatore e anche quella volta l’hanno fatto. Solo che Bellazzini non aveva ancora spiegato un aspetto tattico che si sarebbe poi rivelato fondamentale. Quindi che ci fosse stato Paolucci, Di Vincenzo o Michielan, il risultato sarebbe stato uguale. Loro in quel momento avevano fatto tutto giusto, era il Mister che, analizzando tutto, si è accorto che doveva affrontare prima quello specifico aspetto che aveva invece rimandato. L’unica cosa che mi dispiace è che quella partita abbia abbassato un po’ il morale, soprattutto a Paolucci che è un ragazzo di una disponibilità immensa e che ha avuto una crescita incredibile. Questi giocatori, che magari giocano di meno, per noi sono importantissimi. Quindi alla fine, pur spaventando tutti, a noi quella partita è servita tanto e lì avevo già capito che la strada era giusta. Il percorso che è stato fatto fino ad ora è positivo e le vittorie che ci sono state ce le siamo godute, ma solo un paio di ore, perché poi bisogna tornare a lavorare”.

Guerri conclude quindi raccontando il suo sogno. “Di quella finale che ho perso con il Siena da giocatore, che sarebbe valsa la promozione in B, ho una foto in cui piango con il fisioterapista del tempo, che poi è diventato uno dei miei migliori amici. Quella foto me la porto sempre dietro perché voglio ritrovarmi nella stessa situazione, ma in un altro ruolo, e vincere. Solo questo”.

Fonte: Fol