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Guerri: “Il nostro è un gioco controcorrente. Bellazzini mi ricorda Conte. Ha avuto proposte in C ma ha scelto noi”

Simone Guerri, ds del Siena, è stato ospite di “Robur One Club”, nuovo programma di Canale 3 Toscana. Di seguito le sue dichiarazioni:

Scandicci – “In generale sono soddisfatto della prestazione, anche se ci sono stati degli errori sia in fase difensiva, perché non abbiamo marcato Valentini, il giocatore più pericoloso, che in fase di conclusione, perché abbiamo avuto più occasioni noi e se vengono trasformate la portiamo a casa. Sono soddisfatto perché stiamo mantenendo un’identità di gioco. Non è scontato che il Siena comandi in questo modo il gioco. Ho parlato nel post gara con qualche giocatore dello Scandicci, vorrebbero giocare nel Siena per un discorso che non toccare palla quasi mai è logorante”.

Il gioco del Siena – “È come un organismo in movimento. Nel primo tempo siamo partiti in un modo, poi abbiamo scelto di far abbassare Barbera nella linea dei difensori e trovavamo un po’ la superiorità con Nardi e Tosini. Nel secondo tempo Barbera è andato a fare più il trequartista. Tutte queste cose sono provate, studiate, chiaro che più c’è lavoro più la squadra le assimila”.

Obiettivi – “L’ossessione di vincere subito è chiaro che l’abbiamo, internamente. Faremo il massimo per arrivare il più in alto possibile. Se ciò non accade, avremo un anno in più di esperienza e saremo più avanti, perché comunque abbiamo una squadra non solo giovane, ma giovane con biennali e con qualche triennale. Stiamo creando una base e sono contento del punto dove siamo adesso. Stiamo andando controcorrente perché in realtà stiamo facendo una cosa che è l’opposto di quello che fanno tutti. La nostra strada vediamo dove ci porterà, secondo me lontano”.

L’allestimento della rosa – “Con mister Bellazzini avevo giocato insieme a tempi di Pistoia, prima che lui salisse in B. Dall’anno scorso ci siamo sentiti settimanalmente, conoscevo il suo modo di giocare. In fase di costruzione della squadra abbiamo creato un database di caratteristiche, siamo andati più su valore umano e tecnico piuttosto che sulle connessioni tra di loro. Abbiamo lavorato su 600 nomi. Per il numero 10 ne avevamo una ventina nel mirino. Poi ha influito il budget chiaramente. È stato un approccio bello, anche la proprietà pretende questo utilizzo di strumenti e credo che ci facilita molto il lavoro”.

Analisi video – “È un lavoro settimanale molto dispendioso a livello cognitivo per i ragazzi, perché non c’è solo l’allenamento ma anche il video. Il lavoro più grande è dello staff, Bellazzini dalle otto di mattina è sul campo. Ogni allenamento viene ripreso, ogni partita viene scorporata, vivisezionata, per fare analisi sia di gruppo che di singoli. Si lavora tanto anche sull’aspetto psicologico, abbiamo un’applicazione dove i ragazzi compilano una serie di cose per capire lo stato emotivo”.

Il paragone con Conte – “Ci sono tanti allenatori preparati in Serie D che guardano e analizzano dati, ma la particolarità di Bellazzini è di toccare tutti gli aspetti. La parte emotiva, l’avversario, la parte atletica. In Serie A è più facile, perché si parla di staff tecnici di 16-20 persone. Io sto vedendo il mister e lo suo staff, hanno una mole di lavoro importante. Si parla di 10-12 ore al giorno al campo dall’allenamento. Ci rivedo Conte. Ho trovato un tecnico che fa lavorare tanto. Noi si vede solo la partita e il possesso palla, ma credo che la parte più predominante sia la preparazione atletica. C’è poi questa spinta, questo contesto di bombardamento, i ragazzi vengono bombardati a destra e a sinistra, sia da Bellazzini che dallo staff. È un aspetto che riguarda più l’energia che senti intorno per cercare di performare”.

Bellazzini – “Nella mia testa c’era già da tanto la scelta di Bellazzini. Tanti allenatori giovani emergenti propongono delle cose e devono fare magari degli step, perché ci battono la testa e cambiano anche il modo di proporre. Mi sono accorto che Bellazzini era già avanti rispetto ad altri. Lo scorso anno, nel girone di ritorno, ha proposto tantissime varianti al modo di giocare. Il Livorno andò a prenderlo con un pressing ultraoffensivo e lui anziché proporre il solito gioco cambiò. Non si vedevano i fraseggi soliti ma palla lunga direttamente del portiere all’attaccante. Più che l’estetica, conta arrivare al risultato”.

Budget – “Ci sono squadre che hanno investito tantissimo in questo girone, quindi se vuoi provare a stare anche te lassù spendendo meno devi andare su idee, su strade che magari pensavi anche di non percorrere. Devi sposare un’idea e poi sorreggerla fino alla morte. Il mister ha avuto proposte anche in Serie C ma ha voluto venire qui. I giocatori sono venuti abbracciando il progetto. In questo modo secondo me si può raggiungere qualunque risultato”.

Terranuova – “È una squadra sempre ostica, scorbutica, a noi ci ha sempre creato dei problemi. Un avversario assolutamente da rispettare”

Menghi – “Per noi è importante, Noccioli si sta comportando egregiamente ma non lo avevamo mai provato lì in ritiro. Attendo il rientro di Menghi, un ragazzo emergente con caratteristiche importanti. Speriamo già di averlo a disposizione per domenica. Per utilizzarlo anche 20 minuti deve allenarsi al 100% con la squadra almeno tre allenamenti. Non so se siamo ancora un po’ stretti, però il suo rientro faciliterà sicuramente tutta la squadra”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol