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Guerri: “Estate vissuta in un limbo. La nuova proprietà ha portato benefici ma deve ancora ambientarsi”

“Tengo tanto ad essere presente, penso di aver instaurato un rapporto di trasparenza e coerenza con la piazza e mi ha dato fastidio non poterci mettere la faccia soprattutto in questo ultimo periodo abbastanza sfortunato. Credo sia giusto che la dirigenza ci sia perché la piazza ha bisogno di risposte”. Simone Guerri ha tenuto a precisare, nella conferenza di fine 2024 tenutasi questa mattina allo stadio, che le sue parole ai microfoni sarebbero arrivate anche prima se non ci fosse stata la squalifica di mezzo. Fatta questa precisazione, il direttore sportivo bianconero si è intrattenuto con i giornalisti per molti minuti toccando tante tematiche. Queste le sue dichiarazioni:

2024 – “L’anno solare ha visto una prima parte di gioie, con numeri importanti e una ripartenza su basi solide, che purtroppo dopo non ha avuto seguito per una serie di situazioni più grandi non facili da gestire per noi dipendenti”.

Estate – “Da maggio, quando dovevamo costruire la squadra, il mercato non ha avuto nessuna logica. Quando il mister ha rinnovato il contratto gli erano state promesse delle cose, aveva richiesto delle garanzie per potersi esprimere al meglio, e non parlo di giocatori di categoria superiore. Da giugno fino a fine ottobre siamo stati abbastanza soli, finendo in una sorta di limbo. Anche per questo è stata fatta la scelta di riconfermare un blocco di calciatori dell’anno scorso, che conoscessero il mister. Nonostante le difficoltà siamo partiti molto bene. Ad inizio campionato ho sempre detto, anche al mister, che sulla carta il Siena aveva il settimo budget, e ho chiesto di cercare di arrivare compatti a dicembre sperando di poter fare solo degli aggiustamenti ad un mercato che è stato fatto in modo parziale, un po’ al buio”.

Alti e bassi – “Quando siamo stati primi non mi sono illuso, ci si sono messi tanti infortuni di mezzo e si è verificata una situazione di alti e bassi. Poi è arrivata la nuova proprietà e ora c’è questo periodo di conoscenza. In questo il mio ruolo mi impone di dare una mano alla squadra e al mister e aggiustare situazioni che purtroppo non sono state affrontate questa estate”.

Richieste – “La nuova proprietà mi ha chiesto di abbassare il budget. Sono entrati da poco e devono valutare tante cose, perché la spese di una società non sono riferite solo al gruppo squadra ma a tutta la gestione. In quest’ottica erano prevedibili dei rallentamenti. Io avevo stilato un programma che si riferiva ad uno spazio temporale tra il 1° dicembre e gli inizi di gennaio. Entro il 18 dicembre avrei dovuto fare delle uscite e delle entrate ma questo programma credo non sia stato compreso. Io ho riportato per mail e per call l’esigenza di dare una linearità di lavoro normale ma finora, come vedete, non è stata fatta nessuna operazione. Quando ho iniziato a vedere che alle prime uscite non corrispondevano delle entrate ho preferito aspettare per non mettere la squadra in difficoltà”.

Ambientamento – “Credo ci sia uno spazio fisiologico di una proprietà che entra e deve capire alcuni aspetti, da cosa sia la Serie D, alle quote ecc. La responsabilità nel non essersi ancora capiti credo sia da entrambe le parti”.

Priorità – “Dal momento del loro ingresso la loro volontà era creare una base sostenibile che desse stabilità, e il loro arrivo penso ci abbia dato beneficio. Il rischio era di finire in situazioni pericolose. Sono molto corretti, rispettosi e hanno portato regolarità negli stipendi, cosa alla quale non eravamo abituati. Devono però ancora capire tante cose e in questo momento la squadra è passata in secondo piano”.

Esigenze – “Penso che per salire e scalare categorie la priorità sia creare stabilità economica, credibilità e un ambiente sano. Se questo vuol dire non fare operazioni adesso va bene, ce lo facciamo andare bene. È chiaro che per noi della parte sportiva e per i tifosi, che viviamo di punti e di domeniche, può suonare strano ma in questo momento ci sono altre priorità. Questo aspetto mi dà fiducia, poi è chiaro che c’è la piazza di Siena e va anche rispettato un certo tipo di cultura calcistica. La speranza è che si incontrino questi aspetti”.

Dialogo – “Noi cerchiamo di far percepire quello che è Siena, Patrick ne è consapevole e capisce tutte le dinamiche. Però tutto dipende dalle priorità del presidente. Secondo me in generale siamo andati a migliorare la situazione di una piazza che per anni ha vissuto difficoltà, per cui questa stabilità porterà benefici”.

Magrini – “Se devo dare una ‘colpa’ al mister è forse aver alzato un po’ l’asticella, perché se poi non riesci a rispettare le promesse rischi di farti male. Caricare un po’ troppo la partita col Livorno è stato controproducente perché abbiamo perso la bussola. Ha fatto delle dichiarazioni che ha anche pagato con squalifiche. Ma con il mister c’è sempre un rapporto diretto. Andiamo avanti con lui con l’obiettivo di migliorare in primis dall’interno. L’importante è sapere da dove siamo partiti, capendo gli errori fatti”.

Risultati – “L’ultimo periodo l’abbiamo vissuto male, perché perdere in casa non è bello, sia per noi ma anche per il pubblico. Ho detto ai ragazzi che però non dobbiamo reagire passivamente, ma piuttosto continuare a sbagliare. Se io non posso incidere sul mercato farò il possibile per incidere in tutte le altre situazioni quotidiane. In questo momento la necessità è riuscire ad integrare più ragazzi possibili e arrivare al completo la domenica. Anche con il Grosseto ce la siamo giocata alla pari pur mancandoci tanti protagonisti. Ci sono sconfitte diverse, mi preoccuperei se la squadra non fosse viva”.

Critiche – “Accetto le contestazioni perché una piazza come Siena non può fare queste figure. Essere a Siena è un privilegio e questo comporta anche prese di posizione quando le cose vanno male. Ci vuole sempre rispetto, ma ai ragazzi non posso dire nulla sotto l’aspetto dell’impegno”.

Infortuni – “Su quelli da trauma, come di Tirelli e Semprini, ci puoi fare poco. Dal punto di vista muscolare stiamo parlando con il mister e lo staff medico per limitarli, dobbiamo dosare i carichi in modo migliore. Il tema del Bertoni è annoso. Dal mio punto di vista allenarsi sul sintetico porta vantaggi a livello tecnico, quest’anno però l’incidenza di infortuni è abbastanza importante. Se penseremo che il campo dell’Acquacalda sia una causa cercheremo qualcos’altro”.

Obiettivi – “Adesso è portare il massimo risultato possibile, poi starà alla società capire come muoversi. Se l’anno scorso ero più coinvolto nella gestione organizzativa, adesso il mio ruolo è circoscritto alla parte tecnica. Quello che continuo a fare è vedere profili, proporli alla società e fare il possibile per migliorare da un punto di vista clinico per avere più scelte. Non mi piacciono gli alibi ma non posso dire nulla all’allenatore, perché alle volte è stato obbligato a fare certe scelte”. (J.F.)

Fonte: Fol