Al campo di Uopini si è tenuta questa mattina la conferenza stampa del direttore sportivo bianconero Simone Guerri, che ha toccato svariati temi. Di seguito le sue dichiarazioni:
Ripartenza – “In quei nove giorni sono dovuto ripartire da zero, abbiamo fatto 22 operazioni e una quarantina di tesseramenti tra calciatori e staff. Per quel che riguarda le strutture, su Siena non abbiamo trovato niente e quindi siamo andati a Chianciano. Ora siamo rientrati a Siena ma abbiamo altre difficoltà”.
Presente – “C’è il pensiero al futuro ma è giusto vivere l’immediato, bisogna rendersi conto che siamo in Eccellenza. Sono il primo responsabile della parte tecnica e parto dal presupposto che non sono soddisfatto. Il senso di insoddisfazione dovuto all’essere in questa categoria deve portarci a fare qualcosa di più nel quotidiano per raggiungere obiettivi comuni”.
Visione – “La proprietà ci ha dato una visione a lungo termine, per arrivare a questi obiettivi credo sia fondamentale il lavoro quotidiano che parte da me. Con rapporti, sinergie e tutte queste cose quotidiane arriveremo alla visione che vogliamo tutti”.
Staff tecnico – “Abbiamo creato un gruppo di lavoro di tutto rispetto, con 5 collaboratori che hanno doti importanti dal punto di vista umano. Probabilmente entrerà un team manager, una faccia conosciuta su Siena che non ha mai ricoperto questo ruolo. Ma ci darà una grossa mano dal punto di vista organizzativo”.
Staff medico – “Abbiamo trovato una buona quadra anche su quello. C’è il dottor Bisogni, affiancato da due fisioterapisti per dare una mano a Robbie (Kindt, ndr). Ci appoggeremo per la diagnostica alla Must. Poi abbiamo anche un centro per il recupero infortunati di cui si occuperà David Betti”.
Crescita – “Per ora il mister ha fatto più o meno sempre giocare gli stessi per conoscenza sua, ma ora l’obiettivo è far crescere anche quegli elementi che possono darci una mano, perché in questo momento si sta creando troppo dislivello tra chi non gioca e quelli che hanno preso più minutaggio. In ogni caso, quello che dobbiamo fare è lavorare per migliorarsi giornalmente”.
Squadra – “Siamo a buon punto, credo che potremo iniziare ad avere una buona condizione dalla 6° giornata in poi. Abbiamo avuto solo un intoppo con Ricciardo. Le quote? Nella sfortuna di fare l’Eccellenza c’è la fortuna di non dover cercare 2005, che vanno a scuola. Sarebbe stato un problema enorme perché noi ci alleniamo solo la mattina. Per questo al momento sono soddisfatto. Il mister ha avuto poco tempo, ma stiamo avendo buone risposte, basta vedere Bertelli domenica. Stiamo lavorando molto sia fisicamente che sulla tecnica. I più grandi dobbiamo essere bravi a gestirli dal punto di vista atletico”.
Difficoltà – “Ci sono 10 giocatori che vivono nella stessa casa e che dormono nei letti a castello. Non è un alibi, ma solo un dato di fatto delle oggettive difficoltà che stiamo attraversando in questo inizio di stagione”.
Richieste – “Abbiamo trovato situazioni che non soddisfano da un punto di vista economico e di atteggiamento. Se devo convincere uno solo per i soldi non fa per me. Qualcuno si proponeva chiedendo cifre esagerate e contratti di due anni. Come atteggiamento bisogna prendere l’esempio di Lollo, che ha un trascorso importante ed è venuto in bianco. Quando parlo di gruppo intendo questo”.
Mercato – “Per El Jallai (centrocampista ex Badesse) è tutto a posto. Gueye (il portiere presente a Brozzi, ndr) è del Ticino, ma la società e il ragazzo sono entrambi d’accordo. Hanno chiesto uno svincolo di ufficio e c’è un tempo tecnico da attendere. È un ragazzo sul quale ci si può lavorare e che ci può dare una mano essendo un 2004. Il punto della situazione sul mercato verrà fatto ai primi di novembre tra di noi”.
Diffidenza – “I tifosi ci stanno dando una grossa mano. Sappiamo che portare più gente allo stadio stavolta dipende da noi. Ho vissuto l’ambiente di Siena in passato e non percepisco diffidenza da parte di tifosi. La diffidenza c’è in altri aspetti del quotidiano, come cercare strutture e ristoranti. E per certi versi la comprendo. In questo senso dobbiamo ringraziare la società del Badesse, che ci ha permesso di iniziare con uno stadio e lavorare a Uopini”.
Clima – “Non mi aspettavo niente di diverso. Dal giorno in cui siamo nati la prima richiesta fu cercare di spostare la prima partita di almeno una giornata, non avendo neanche le magliette. Certe dichiarazioni le posso comprendere, anche se forse me le sarei aspettate da squadre che puntavano a vincere il campionato, meno da altre. A noi comunque non ci cambia di una virgola. Per noi è importante fare quadrato, i discorsi dei campi piccoli e dell’ambiente ostile non ci devono toccare”.
Accoglienza – “Penso ci siano delle opportunità nella vita. Quando sono stato chiamato sono stato onorato, consapevole delle milioni di difficoltà, di addentrarci in problematiche mai successe. Sapevo anche che ci sarebbero state difficoltà dal punto di vista ambientale e istituzionale. Siamo la patata bollente e siamo contro tutti. Noi siamo comunque stati accolti bene quando siamo andati fuori casa. Accoglieremo sempre tutti nel miglior modo, spero ci possa venire ricambiato questo rispetto”.
Strutture – “La parte tecnica è importante e vogliamo che la squadra salga le categorie, ma un tema fondamentale che riguarda questa nuova proprietà è la visione nel voler stare qua nel tempo. Ciò significa creare strutture. A differenza di altri anni, l’obiettivo della società è principalmente questo. Ci sono tre componenti fondamentali: un imprenditore con visione, disponibilità economiche e un appoggio o un’apertura dalle istituzioni. Con il Comune sono stati aperti dei tavoli di lavoro per garantire un futuro sportivo e a livello strutturale al Siena Calcio”.
Stadio e Acquacalda – “Sono legati a doppio filo. A livello di tempistiche, a quanto abbiamo capito, si parla di dicembre. Temo quindi si debba aspettare il Tar. La nostra preoccupazione è che allo stadio sembra non stiano più facendo manutenzione. Stiamo cercando di capire quindi se si possa almeno intervenire sul campo senza dover aspettare di dover tornare nella disponibilità. Intanto pensiamo ad un piano B”.
Situazione – “Non mi addentro nei tecnicismi, seguendola da fuori è una vicenda che spiazza. Credo che il problema è che in passato non sia stato creato niente, quando il Siena con poco avrebbe potuto avere una casa. Per questo il presidente vorrebbe fare qualcosa che non è stata mai fatta”.
Settore giovanile – “Da strutturare già quest’anno era impossibile per un discorso di strutture. Ad ora abbiamo il campo a disposizione solo la mattina. Ma le giovanili saranno un tema centrale per noi. Inizieremo ad essere operativi per costruire qualcosa che sia effettivo ad inizio anno prossimo. Abbiamo già iniziato a progettare questo discorso che credo sia fondamentale”.
Campionato – “Tra le favorite mi aspetto Terranuova, Scandicci, Colligiana e Foiano. Sono state costruite in due mesi e mezzo, quindi non mi sento superiore a nessuno. Il Terranuova sarà un bel banco di prova per capire a che punto siamo, ci dovrà dare indicazioni importanti. Al momento sicuramente stanno meglio di noi fisicamente”.
(Jacopo Fanetti)
Fonte: Fol
