Guerri: “Abbiamo numeri simili al Monza, la strada è quella giusta”

Gli esami non finiscono davvero mai. Simone Guerri, a 37 anni, è tornato sui banchi di scuola (a Coverciano) per prendersi il patentino di direttore sportivo. E se il “compagno di classe” Cassano si è permesso di presentare una tesi di sole quattro pagine, Guerri, che si è trovato davanti come professore Mario Beretta, ha realizzato un lavoro di circa 60 pagine sul cambio di allenatore, attraverso i dati del match analista. Perché una delle sue passioni più grandi, in questo percorso post-calciatore, sono proprio i numeri. “Mi piace analizzare i dati, sia dei tecnici che dei giocatori”, spiega Guerri al Fedelissimo Online e a Canale 3 durante la cena degli auguri del Siena Club Valdarbia. E allora, leggendo i dati, cosa si può dire di quelli della Robur? “Bella domanda, ne ho parlato anche con colleghi più famosi di me – dice il collaboratore dell’area tecnica del Siena – sono dati strani. Abbiamo numeri simili al Monza, loro il 58% di possesso palla e noi il 55%, loro tirano 17 volte in media a partita e noi 15. Però i punti fatti dicono un’altra cosa. Ma secondo me la strada è quella giusta, la rotta per forza di cose deve stabilizzarsi”. Tornando a Coverciano, per Guerri “è stata una bella esperienza, soprattutto per le conoscenze durante il corso più che per il reale valore. La prima cosa che ti insegnano è che non è un mestiere che si insegna, lo impari con l’esperienza e col tempo. Comunque mi ha permesso di aprire tanti rapporti con le altre società, speriamo di metterli a favore della Robur. Se è questo il mio futuro? Quando ho deciso di smettere la società mi ha chiesto di scegliere un ruolo. L’allenatore non lo sento nelle corde. Ho intrapreso questa strada e voglio proseguirla”. (G.I.)

Fonte: FOL