Guberti: “Non posso dimenticare quanto bene mi ha voluto la gente di Siena. La Robur ha creduto in me come uomo”

A fine partita ha parlato in conferenza stampa anche Stefano Guberti, il protagonista assoluto della giornata odierna. Queste le parole del capitano alla sua ultima in carriera:

Sensazioni – “Uno non è mai pronto a smettere, soprattutto se si sente ancora bene. Quest’anno ho giocato 35 partite, sono stato bene anche se l’annata è stata particolare. Però nella vita si fanno delle scelte. Ero tornato per chiudere qua la carriera, non avevo intenzione andare a giocare da un’altra parte. La scelta che ho fatto è legata alla famiglia e a cosa voglio fare nel futuro. Ho giocato qua gli ultimi cinque anni, andare a giocare altrove per un anno non ha senso, non era quello che volevo”.

Futuro – “Anche se l’annata è stata particolare, con la società c’è stato modo di fare tanti discorsi, vedremo cosa mi riserverà il futuro. Mi piacerebbe restare anche se non in campo. Se la società pensa che posso essere utile in altro ruolo sono a disposizione, sul mio futuro ho le idee chiare e me le sono fatte già da tempo. Vorrei intraprendere un percorso da allenatore. Ho fatto già da cinque anni il corso Uefa B, devo maturare 8 mesi per avere il Uefa A”.

Addio – “Ho voluto comunque salutare tutti. Se poi la società riterrà che non sono più utile non è un problema, io volevo solamente chiudere a Siena. Devo dire che non mi aspettavo una roba del genere, però credo che sia stato bello. Ci tenevo a salutare tutti perché in questi anni, indipendentemente dai risultati, la gente mi ha voluto bene. Questa è una cosa che non posso dimenticare. Sono venuto qui dopo un periodo particolare della mia vita. Il Siena come il Perugia ha creduto in me come uomo prima ancora che come calciatore”.

Rimpianti – “La finale di Pescara? Sarebbe stata la ciliegina sulla torta. È da un paio di giorni che ci penso, siamo arrivati a quella partita in una maniera che non ci meritavamo. Cinque squalificati, io stirato, D’Ambrosio mezzo rotto. Non eravamo neanche al 90%, e quello è un grosso rimpianto. Il calcio però è questo, come la vita. Sono sognatore su alcune cose, spero in un’altra veste di riuscire a fare quello che non mi è riuscito da calciatore”.

Gruppo – “Nonostante questa sia stata un’annata particolare, e mi dispiace sia andata così, ci tenevo che non finisse in malo modo. Ci siamo compattati ancora di più, portando a casa quello che era il minimo indispensabile. Nel momento più critico del campionato ci siamo trovati di fronte il Modena, in quella che secondo me è stata la partita che ha cambiato il finale di stagione. Oggi vincendo saremmo andati ai playoff e sarebbe stata una grande soddisfazione. Di sicuro non avrei potuto accettare di vedere il Siena ai playout”.

Trascinatore – “Forse è grazie all’esperienza e ad una base di personalità. Ma non sono l’unico che lo ha fatto, forse gli altri vedevano in me un punto di riferimento e questo mi ha fatto piacere. Io ho sempre cercato di fare la cosa più giusta per dare una mano alla squadra. Noi più grandi abbiamo fatto capire che c’era da sacrificare qualcosa per metterlo a disposizione della squadra. Abbiamo fatto partite brutte perché andavano fatte, lasciando da parte l’estetica per una volta”.

Ricordi più belli – “Il gol con la Reggiana di Santini, il mio primo gol in bianconero. Ma ci sono troppe situazioni, è difficile ricordarne una in particolare. La cosa che non mi dimenticherò mai è come sono stato trattato, da tutti. Ho conosciuto persone che mi hanno stimato e fatto crescere”. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol