Grieco: “Gladestony un tuttocampista, Polidori si sposa bene con tutti”

Gladestony e Polidori sono due nuovi giocatori dalla Robur Siena, entrambi con un comune e recente passato alla Pro Vercelli. In Piemonte hanno avuto modo di crescere, migliorarsi e conoscere Vito Grieco. L'ex tecnico delle bianche casacche li ha allenati per periodi differenti, avendo però modo di studiare le caratteristiche umane e le doti tecniche di entrambi. Raggiunto dai microfoni del “Fedelissimo Online”, l'allenatore ha parlato dei suoi ex calciatori.

 

Che tipo di giocatori si è trovato davanti?

 

“Intanto faccio i complimenti per le persone, sono due ragazzi straordinari e veramente a modo. Gladestony è un centrocampista completo che può ricoprire più ruoli, mentre Polidori è una prima punta a cui piace attaccare la profondità. Alessandro vive per il goal, però lavora anche per la squadra. Sono degli ottimi giocatori”.

 

Oltre cento presenze in Serie C e un buon bottino di reti raggiunte. Polidori può essere indubbiamente definito come una garanzia per la terza serie.

 

“Su questo non ci piove, è un ragazzo splendido. Gli auguro che possa andare in doppia cifra anche quest'anno. Di lui mi piace la sua applicazione. Non vive solo per il goal, è un attaccante che viene a manovrare, attacca la profondità e sa dialogare con i compagni: è un ottimo profilo”.

 

Che tipo di partner vede più adatto al suo fianco?

 

“Lui si adatta a tutti essendo uno che sa giocare. Non ha tanti centimetri, ma è comunque un buon colpitore di testa. Accanto a lui non ci vuole per forza una punta di peso, può giocare sia con un giocatore di quelle caratteristiche che con uno più tecnico. La sua duttilità è quella dello sposarsi bene con qualsiasi attaccante”.

 

Nella sua esperienza in Piemonte ha riposto fin da subito fiducia in Gladestony, tanto da opporsi a un'eventuale cessione nel mercato invernale e alla sua messa fuori lista.

 

“Non è stato possibile utilizzarlo, ma prima aveva fatto due reti e ricoperto diversi ruoli. Lo avevo già fatto giocare l'anno prima nelle mie due panchine in Serie B da subentrato. E' un brasiliano atipico perché gli piace correre, un profilo veramente importante”.

 

Nel girone di andata ha collezionato dodici presenze e due reti, il tutto prima di quei problemi che ne hanno compromesso la stagione. Cos'è successo?

 

“Ha avuto un fastidio all'adduttore che avrebbe superato in un mese o poco più. Solamente che a gennaio con l'arrivo di Emmanuello abbiamo superato il limite degli over e abbiamo dovuto metterlo fuori lista. Non appena rimessosi si è allenato con noi fino a fine maggio, era completamente nel gruppo. Peccato che non poteva essere utilizzato”.

 

Si parla di un elemento dotato di una buona fisicità e molto duttile. Corretto definirlo come un calciatore universale?

 

“Può fare l'interno in un centrocampo a tre, una pedina in uno schieramento a due e, se messo sotto la punta, trova la rete perché è bravo negli inserimenti e ha buon tiro. E' un tuttocampista che sa fare tutto bene in mezzo al campo di gioco”.

 

Riguardo i gironi di Serie C sembra che quello A sia il più abbordabile, mentre quello della sua Sicula Leonzio, il C, vale quasi quanto una Serie B.

 

“Sono cambiati i parametri rispetto allo scorso anno. Il girone A era quello più tosto con tre delle retrocesse, Novara, Pro Vercelli e Virtus Entella, insieme. In questa stagione, invece, mi sembrano più impegnativi quello B e C”.

 

(Giacomo Principato)

Fonte: FOL