Grazie a tutti

Missione compiuta. Siena e Atalanta si rimpossessano dell’Olimpo calcistico, quello che compete loro non solo per lo strapotere tecnico espresso in campo ma anche per la forza delle loro società. “Dove eravamo rimasti?” si chiedono gonfiando il petto le tifoserie festanti di Siena e Bergamo dopo un’interruzione forzata di un anno, l’eccezione che conferma la regolA. Complimenti a tutti.

Al Rastrello tutti hanno in mano il biglietto per la festa, giocatori inclusi. Contro un Torino in perenne crisi di nervi e sostenitori che fantozzianamente “omaggiano” l’abitazione del Cairo sbagliato (questa volta il presidente fa figura migliore dei tifosi) il Siena regala due azioni due in novanta minuti, e sono due perle cristalline. Pennellate brasileire di Reginaldo, ecco un atleta restituito al suo talento, per le giocate di classe di Calaiò, rare e preziose come il Barocco siciliano o se preferite dolci come cassate, eventualmente indigeste per gli avversari. Peccato che il repertorio delle squisitezze bianconere venga così centellinato in queste ultime fatiche di campionato. Ne hanno approfittato Portogruaro (incredibile), Novara e anche un Torellino stordito, che va due volte in svantaggio senza capacitarsene. Sgrigna e Bianchi, con lo sperpero di un penalty, ne approfittano per un punticino che appare trovato. Poi c’è solo la festa, neanche tanto fredda per essere stata programmata fin da agosto, rispetto a quella di otto anni fa che fu un colpo di genio napoletano. Dalla curva si leva un coro a Paolo De Luca che inumidisce gli occhi, il sogno continua. Il momento da immortalare per la storia e tramandare ai nipotini è quello con Troianiello appollaiato sulla traversa. C’è tanto genio in questa squadra. Rincuora però anche vedere Massimo e Valentina Mezzaroma che condividono la nostra gioia, orma contagiati dalla lucida follia. E’ bello: ti fa pensare che si sia chiusa la parentesi oscura di chi non ha mai voluto bene a Siena, è scappato scippandoci la A ed è stato definitivamente rimosso persino dai nostri rancori. Si può sognare, cari roburmatti, perché non manca più niente: proprietà seria, con un Presidente che mantiene la parola (roba da monumento di questi tempi, figurarsi in questo calcio), uno sponsor che sa apprezzare e stare al fianco di chi sa vincere, un Direttore sportivo geniale e potente, un tecnico rampante e incazzereccio al punto giusto (a proposito complimenti agli artisti che l’hanno “rappato”), una squadra talentuosa e che i soliti incontentabili già vorrebbero smantellare in vista della A (ma godetevi la festa, per piacere, e abbiate fiducia in chi ha dimostrato di meritarne) e, last but not the least, noi roburmatti. Ha ragione il Presidente: portiamo in A il valore aggiunto della capacità di ingentilire con la nostra civiltà il brutale football delle arroganze economiche e delle tifoserie grandi (solo nei numeri) e becere, prive di identità. La sensazione è che ci divertiremo. Grazie a tutti. (Paolo Soave)

Fonte: Fedelissimo Online