Grazie a tutti, Ci scrive Andrea Sordi.

Quando, dieci mesi orsono, il Siena non si iscrisse al Campionato di B, peraltro moralmente stravinto, pensai, assieme al mio amico Nic, che la nostra storia di tifosi bianconeri fosse arrivata al capolinea.

Il tanto dolore provato sembrava aver steso una lastra tombale sulla nostra passione.

Poi i primi sussurri, i primi bisbigli di una possibile rinascita mi hanno nuovamente riportato al Rastrello con gli occhi lucidi per un amore ed una passione mai doma.

Ho fatto un respiro profondo, dimenticato le epiche battaglie con la Viola, messo nel cassetto dei ricordi la vittoria a San Siro con l’Inter,  ripiegato nella valigia dei rimpianti le trasferte a Livorno e, quindi, con la dignità di una gran dama un po’ demodè e forse decaduta, iniziato a familiarizzare con località che non sapevo neanche dove cercare sulla carta geografica, ed a soppesare il valore di alcune squadre il cui nome, solo qualche mese fa, mi avrebbe fatto “schiantare dalle risa” .

Ma non sono stato l’unico,

Abbiamo sottoscritto uno sproposito di abbonamenti, nessuno aveva mai fatto così tanto in questa categoria!

Non conoscevo neanche un giocatore; alla prima di campionato Vergassola, casualmente seduto vicino a me, ebbe la pazienza di indicarmeli uno ad uno. Ma non importava, nonostante una improbabile maglia rossa il Siena era in campo. Era in campo per vincere il campionato! Forse la Dirigenza, l’Allenatore ed i suoi collaboratori, e, quindi, i giocatori non lo sapevano, non avevano letto i tarocchi oppure non erano a conoscenza di quanto possa essere forte il potere di una comune volontà di popolo, ma la Robur avrebbe vinto! Noi ne eravamo certi, e…. vorrei vedere!

Il gioco era naif, ma mi innamorai come un ragazzo!

Ho gioito e sacramentato come se davanti, invece del Villabiagio, avessimo avuto la Juve!

Non ho perso una partita in casa e, salvo rare eccezioni, ho fatto lo stesso con quelle esterne.

Ora conosco tutti i “citti” in bianconero, uno lo conosco meglio degli altri. E’ la testimonianza di chi eravamo e di chi vogliamo tornare ad essere!

Non so quale sarà il nostro futuro, non mi è dato di sapere i futuri “assetti” societari come di conoscere il quadro tecnico e, di conseguenza, lo spessore della “rosa” che andrà in campo.

Per quanto mi riguarda sarò ancora con la Robur sempre e comunque nonostante le approssimazioni, i ritardi e le previste inconcludenze di chi ci dovrebbe amministrare la “cosa pubblica”.

Ma anche questo era scontato! O che pensavi che le “querci facessero i limoni”?

Non era invece scontato che poche, ma discutibili, frequentazioni avessero alterato profondamente la cultura, tutta senese, del rispetto del diritto allo sberleffo, seppur il più atroce, da parte del vincitore. Insomma, come si dice dalle parti di Piazza del Campo, “chi perde ‘un cogliona”, caso mai va a letto e si copre bene!

GRAZIE A TUTTI!!!!!!

 

Andrea Sordi