Gravina. «Più risorse, formazione e prestigio: così saranno le squadre B»

In un periodo di svolte epocali nel calcio italiano – nella speranza che aiutino a farlo tornare appetibile sul piano nazionale e competitivo a livello internazionale – anche la Lega Pro si prepara a una clamorosa novità con l’introduzione delle squadre B. Subito o tra un anno. Gabriele Gravina ha ceduto alla richiesta dei principali club di Serie A e sta facendo in modo che tale formula sia conveniente anche alla sua categoria: se no che motivo ci sarebbe?

Presidente, ci spieghi.

«In questi giorni mando il progetto a Tavecchio, con la modifica dell’articolo 50, per lo studio e l’approvazione. Noi lanciamo l’idea e diamo la disponibilità a realizzarla, mettendo però le nostre condizioni».

Sentiamole. Per esempio: le squadre B faranno classifica o saranno escluse da promozioni e retrocessioni?

«Nel nostro progetto i punti valgono per loro e per chi le affronta, ma alla fine le squadre B non saranno promosse o retrocesse».

Saranno squadre composte solo da giovani o anche da giocatori di prima squadra?

«Dovranno seguire le norme della Lega Pro. Le rose dovranno essere comunicate dopo le finestre di mercato».

Quindi per esempio Marchisio per recuperare dall’infortunio non potrà andare nella Juve B a fare qualche partita?

«No, le rose possono essere modificate solo nel mercato. Se mancano giocatori si potrà attingere nei settori giovanili

Esisterà ancora la Primavera?

«Questo non lo so. Potrebbero farla con giocatori più giovani e mandare i più grandi nella squadra B a farsi le ossa».

Quali club di Serie A hanno manifestato interesse?

«Tre o quattro, al momento».

I loro stadi dovranno essere a norma come quelli di Lega Pro?

«Sì, stesse condizioni: ci sono norme di sicurezza da rispettare. Potrebbero giocare anche fuori città: devono indicare il campo da gioco come fanno i club di Lega Pro».

Altri paletti?

« La rinuncia ai contributi, l’esclusione dal voto in assemblea, comunque il rispetto di tutte le norme della Lega Pro».

Sì ma la vostra convenienza quale sarà?

«Ci sarà un bando riservato alle squadre B con una quota d’iscrizione, che porterà risorse importanti alla Lega Pro. Sarà prestigioso per un club di Lega Pro giocare contro la Juve B o il Milan B. E poi la nostra mission è la formazione dei calciatori e quindi questa svolta sarà molto utile al sistema».

Ma se nelle squadre B ci saranno tanti stranieri, sarà una formazione utile solo alle squadre A, non al calcio italiano.

«Intanto gli extracomunitari in Lega Pro non possono giocare, quindi non giocheranno nemmeno nelle squadre B. E poi sarà una cosa utile per i tanti giocatori che queste società hanno e che rischiano di perdere mandandoli in giro».

Quindi se il Consiglio federale del 26 darà l’ok si parte già dalla prossima stagione?

«Se si riesce a modificare l’articolo 50 sì, altrimenti la mia proposta è partire dal 2017-18. Noi saremmo pronti, però è aprile ed è tardi, non so se lo sono i club di A».

Quali opposizioni ci potrebbero essere nel Consiglio federale?

«Ci sono idee diverse, c’è chi preme per le multiproprietà e non per questa scelta. Allenatori e giocatori sono d’accordo con noi, sono convinti che sia una cosa migliorativa».

Mah… In ogni caso, se si partisse subito, per ripristinare le 60 squadre previste dal format non si ricorrerà ai ripescaggi.

«Certo, se si parte subito una parte dei posti mancanti andrà alle squadre B».

A livello politico per lei questo è un bel credito nei confronti della Lega di A e di club come la Juventus che ha sempre spinto in questa direzione…

«Non faccio un favore a loro, porto avanti un servizio che sarà utile per la Lega Pro e per il calcio italiano».

Fonte: La Gezzetta