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Granado: “Da piccolo sognavo l’Italia. Darò il mio contributo per far risalire il Siena”

“Sono una prima punta vera e propria, posso giocare sia da solo che con un altro attaccante a fianco. Mi piace dialogare con i miei compagni, attaccare la profondità e tenere la palla, poi anche in area devo essere presente e fare gol. Giocare in un campo come il Franchi sarebbe importante anche per uno come me però anche quando devo fare la lotta mi so far valere perché mi piace lo scontro e giocare con le palle alte. So giocare bene sia palla a terra che quando devo sfruttare il mio fisico”. Si presenta così Leonardo Semiao Granado, attaccante italo-brasiliano ufficializzato sei giorni fa e subentrato nel finale della partita con la Sinalunghese.

“Se non mi avesse chiamato il Siena non sarei mai sceso in Eccellenza – spiega alla Gazzetta di Siena – ho avuto i primi contatti a settembre, tramite il procuratore. Avevo altre offerte in D, ma quando mi hanno dato la conferma non ci ho pensato due volte e ho accettato subito dato che la categoria per il Siena è una cosa momentanea. Tradizione di brasiliani a Siena? Giocatori come Reginaldo e Taddei hanno avuto grandissime carriere, io spero nel mio piccolo di poter contribuire alla risalita della Robur”.

Granado ha girato il mondo (Bolivia, Paraguay, Indonesia, Malta e Albania) ma da alcuni anni si è stabilizzato in Italia, il paese dei suoi bisnonni, che non ha mai conosciuto. La prima volta nel 2017, a Messina, per fare i documenti e diventare comunitario in modo da agevolare il suo tesseramento in squadre europee. Poi tante altre squadre e 117 presenze in totale in D, con 15 gol, di cui 6 col Mezzolara. “Da piccolo seguivo la Serie A, guardavo le partite alle 11 di mattina. C’erano tanti campioni, da Adriano a Ronaldo e Ronaldinho, era il campionato più importante al mondo”.

Foto: Siena Fc

Fonte: Fol