Grammatica: “Sono tutti sotto esame, dobbiamo capire su quali uomini possiamo contare”

Durante la trasmissione C’ero anch’io a Grifo Cannara su RadioSienaTv è intervenuto il direttore sportivo del Siena Andrea Grammatica, che è tornato sulla sconfitta di settimana scorsa sul campo del Montespaccato. «La sconfitta ci è bruciata parecchio ma è colpa nostra. A nome della società mi sono fatto sentire tanto con la squadra oggi (ieri, ndr). Purtroppo, in questa categoria spesso la squadra più qualitativa non emerge se le condizioni sono assurde come a Montespaccato. Ma non ci eravamo fatti trovare impreparati».

Ha suscitato alcune polemiche anche la direzione arbitrale: «La terna arbitrale è stata prevenuta fin dall’inizio. Un aneddoto: ha chiamato il Siena nel pieno del riscaldamento, mezz’ora prima del fischio d’inizio, senza alcun motivo. La verità è che ci siamo cascati, dovevamo essere più forti anche di questo».

Dal momento del ritorno di Gilardino, il direttore sportivo bianconero si era prefissato l’obiettivo di riconquistare una media punti accettabile: «Siamo contenti di aver fatto un filotto incredibile, prima di domenica la media punti era 2,4 a partita, dopo si è leggermente abbassata. L’obiettivo nostro – da quando è tornata la normalità – era di ristabilire la media punti avuta prima con Gilardino. Allora era 1,8-1,9, che sarà la media della prima in classifica a fine anno. Dovevamo ridare credibilità al Siena, ed ora siamo in linea. La sconfitta di mercoledì brucia perché l’ultima è quella che rimane in testa. Come mai non abbiamo giocato domenica? Lo staff preferiva preparare in 10 giorni il tour de force finale».

L’altro pensiero è logicamente rivolto ai play-off, l’obiettivo più realistico in questa fase: «Raggiungerli può ridare dignità al lavoro svolto, che era stato interrotto per due mesi. Poi potrebbero servire a giocarci le chance di ripescaggio».

Il dirigente bianconero è tornato anche sulle vicende di mercato: «Un giocatore da doppia cifra sarebbe piaciuto a tutti, io però il mercato l’ho iniziato a fine febbraio. Abbiamo fatto un’offerta importante per Peluso, ma prima che iniziasse la trattativa si è fatto male al ginocchio. Poi abbiamo provato a prendere Jallow, ma per il Montevarchi – anche a fronte di un’offerta economica importante – era incedibile. Andare a prendere quel tipo di giocatore il 15 febbraio non è facile. Ho provato a prendere Merkaj, attaccante albanese che milita in un altro girone, e Corado dal Castrovillari, ma le società non vogliono liberarsi dei loro migliori giocatori a quindici giornate dalla fine, anche per una questione di immagine».

Durante tutta la stagione, il giocatore che più è mancato al Siena è stato Forte. Grammatica ha fatto anche il punto sulle sue condizioni: «Non ha un infortunio, è stato colpito dal Covid in modo piuttosto serio. Ha completato a metà mese l’iter necessario, quando si è ospedalizzati, per avere l’idoneità. Ora sta bene, si sta allenando a parte e penso sarà a disposizione da metà maggio. Ha stupito tutti, la proprietà ed il presidente non hanno mai pensato di privarsene perché gli riconoscono qualità morali, tecniche e fisiche di alto livello. È stato molto sfortunato».

Le ultime sette partite serviranno a capire su chi poter fare affidamento anche il prossimo anno: «Dipende dai giocatori, sono tutti sotto esame. Chi meriterà starà nel Siena, chi non meriterà andrà a casa. Mi auguro di costruire uno zoccolo duro: se così non sarà, vorrà dire che non sono stati bravi a costruire un gruppo. Io e il mister abbiamo bisogno di capire quali sono gli uomini su cui possiamo contare; abbiamo le idee chiare, però adesso si vede chi ha le palle».

Con il mister i rapporti sono sempre stati stretti: «C’è un grande feeling, stiamo impostando le idee per farci trovare pronti nel momento in cui la proprietà ci chiederà il nostro parere. Abbiamo già iniziato a parlare di futuro, e le idee le abbiamo su entrambe le categorie».

Riguardo alla sua esperienza in bianconero, Grammatica ammette: «Io ho dato tutto me stesso, di questo sono convinto. Il rimpianto è non calcistico, perché questo lavoro mi ha tolto e mi sta togliendo tanto a livello personale. Lavoro 20 ore su 24, ho lasciato dietro affetti e famiglia. Giro a testa alta quando le cose non vanno bene perché sono convinto di aver dato tutto. Io mi metto in discussione tutti i giorni forse anche troppo. Di scelte ne ho sbagliate, posso avere mille alibi perché comunque ho fatto 10 giorni di mercato quest’estate e 10 quest’inverno. Però non mi interessa e l’ho detto ai giocatori, le responsabilità sono mie. Il bilancio lo vorrei fare alla fine». (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol