Grammatica: “Permanenza del mister? Volontà è reciproca, ci piacerebbe continuare un percorso assieme”

Il direttore sportivo del Siena Andrea Grammatica è tornato a parlare, e lo ha fatto ai microfoni di RadioSienaTV nel corso della trasmissione Minuto per minuto. La prima considerazione del direttore sportivo è rivolta alle condizioni del gruppo squadra, fermo in queste ultime giornate a causa di alcuni problemi legati al Covid: «Ci auguriamo innanzitutto che dal punto di vista della salute le cose vadano meglio. Psicologicamente non è stato un periodo facile. Adesso potremo recuperare tutti gli effettivi e prepararci a questo rush finale, per riprendere questo mini cammino che ci aveva portato a due vittorie ed un pari in rimonta, che per come era maturato aveva dato entusiasmo. Peccato esserci fermati, ma fa parte di questa annata qua».

Riguardo all’interregno della gestione straniera, il diesse bianconero ritorna sulle difficoltà di quelle settimane: «La storia la sapete. Stare al campo quei giorni non era facile. Abbiamo tenuto duro perché c’era la speranza di tornare ad una normalità. Tenere duro voleva dire riappropriarsi di qualcosa che era stato costruito. Quest’anno è come se ci fossero stati tre campionati. Ora il nostro obiettivo è ridare una dignità ad una stagione e ristabilire la media punti che avevamo per poter garantire un certo tipo di classifica».

Alla domanda se fosse stato più difficile convincere Gilardino ad accettare Siena la prima volta, o a farlo tornare, Grammatica risponde: «Io e il mister abbiamo un gran rapporto che va al di là del campo. Ci eravamo conosciuti qualche settimana che si presentasse la possibilità Siena, e lì avevo capito che per fame e voglia era un allenatore con cui poter costruire qualcosa. Quando mi sono messo in testa, con l’avallo della società, di provare a farlo tornare, ci siamo visti a Firenze e in 30 secondi abbiamo deciso che entrambi dovevamo riprenderci qualcosa. Lui ha chiesto determinate garanzie e soprattutto ha voluto capire se si era ristabilita una normalità, ma siccome il rapporto personale era solido è bastato guardarci negli occhi».

Affrontato anche il tema delle possibili dimissioni in seguito all’addio di Gilardino: «Formalmente non le ho presentate, però c’è stato uno scambio di vedute forte. È chiaro che volevo determinate garanzie. In quel periodo avevo un sacco di interlocutori, e l’unico modo per avere chiarezza era fare quel gesto lì, per capire se realmente c’era fiducia nel mio operato. Ero convinto che poi in un modo o nell’altro saremmo ritornati alla normalità. Se ho fatto quel pensiero è perché qualcuno me lo aveva instillato nella testa».

Il dirigente del Siena prosegue: «Persone molto importanti della holding mi hanno detto di stare al mio posto perché mi hanno garantito che si sarebbe ristabilita un po’ di normalità, mi sono poggiato su quello. In quel momento non si parlava più di calcio, era tutto campato in aria. Volevo capire se c’era la possibilità di continuare o no. Quando mi è stato detto di stare al mio posto, ho capito che probabilmente saremmo arrivati al punto dove siamo oggi. Peccato aver perso due mesi di lavoro, ma ormai è andata».

Non sono mancate alcune polemiche da parte dei tifosi: «Personalmente ho sempre detto la verità. Vivo a Siena, spesso li ho incontrati in città, sono venuti al campo e hanno parlato con me da solo. Io penso che quando dici la verità, dolente o no che sia, alla fine hai sempre ragione. La tifoseria è intelligente e ha cultura sportiva, quando hanno avuto chiaro il quadro hanno capito e dimostrato maturità. E noi siamo assolutamente debitori nei loro confronti».

Il primo posto, anche a detta del diesse bianconero, è ormai irraggiungibile: «Sinceramente non ci penso più, sono realista. Nel calcio può succedere di tutto, ma pensare al primo posto sarebbe un atto di presunzione e ci distoglierebbe dall’obiettivo che ci siamo dati, ovvero ragionare partita dopo partita e ritrovare una media punti credibile».

Anche l’ipotesi playoff non scalda molto Grammatica: «Secondo la mia esperienza, i playoff di D sono la cosa più inutile del calcio. Non garantiscono nulla, se non un piccolissimo punteggio in percentuale nella graduatoria dei ripescaggi. Non è che se uno li vince ha la garanzia del salto di categoria».

La chiosa finale è relativa alle possibilità di rivedere mister Gilardino sulla panchina bianconera anche la prossima stagione: «Ne abbiamo parlato anche questi giorni, la volontà è reciproca. La proprietà ha detto che farà di tutto per cercare di garantire la C: ma se così non fosse, e volesse riprovarci con ancora più forza, ha già ricevuto la disponibilità da parte di entrambi a poterne parlare. Ci deve essere gradimento da parte loro in primis. Con il mister c’è un grande rapporto e ci piacerebbe continuare un percorso assieme se ci sarà la possibilità».

(Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol