Grammatica: “Cerchiamo un attaccante che riempia l’area. Mahmudov è convocabile ma…”

“Ci stiamo attrezzando per fare la diretta, non ci dovrebbero essere problemi”. Andrea Grammatica rassicura sul servizio streaming che il Siena allestirà a San Giovanni Valdarno, su autorizzazione della Lega Nazionale Dilettanti che ha aperto a questa possibilità visto il persistere delle porte chiuse. Lnd che pochi giorni fa ha promosso un sondaggio per chiedere se andare avanti o fermarsi. Il Siena è stato tra i club ad aver votato per la prosecuzione del campionato “ma la domanda era troppo semplicistica, formulata così non ha un grande valore”, spiega il ds bianconero alla Gazzetta di Siena.

Protocollo – “Il tema vero è il protocollo: basta che un tesserato dichiari di essere stato a cena due giorni prima con un parente anche lontano 500 km per rinviare la gara. Ci vuole serietà. Ci siamo fatti promotori, in modo informale tramite il dottor Di Mambro, di fare una proposta alla Lega per poter creare un protocollo standard che preveda test immediati, quelli più a basso costo in commercio, creando un limite minimo di tesserati diretti che possano portare alla sospensione. Possono essere 3, 4 o 5, il numero lo stabilirà una commissione medica. Speriamo di andare in quella direzione, altrimenti è inutile votare sì, se la settimana dopo siamo punto e a capo”.

Mahmudov – “Federalmente è convocabile, ma è molto indietro di condizione perché è dal lockdown che non gioca. In questi casi bisogna stare attenti a non fare dei danni”.

Bedetti – “È rientrato in gruppo lunedì, ha fatto due settimane tra ospedale e cura antibiotica. Ha preso un’infezione particolarmente violenta e un disturbo gastrointestinale. Penso che dalla prossima settimana sarà convocabile”.

Nunes – “Farà un’ecografia di controllo tra domani e sabato. Ci vuole ancora tempo, almeno un paio di settimane. La sua è una perdita importante”.

Mercato – “Cerchiamo un 2002, è un’esigenza impellente, ma i giocatori proposti finora erano di qualità inferiore rispetto ai nostri ed è complicato perché un calciatore professionista deve fare la risoluzione contrattuale mentre un calciatore di pari categoria può arrivare a dicembre, ma un 2002 bravo difficilmente si sposta. Comunque porremo rimedio, mancano un paio di giocatori e la società lo sa. Ci siamo confrontati con l’allenatore e il presidente, come avviene in ogni situazione. Arriverà una prima punta di struttura, visto che siamo un po’ carenti come occupazione dell’area”.

Budget – “Sapevamo che potevamo incontrare una stagione difficile, e l’avere un budget misurato ci ha permesso di scegliere calciatori che venissero non per soldi ma per l’ambizione di giocare a Siena. In B e in C il monte ingaggi arriva a coprire il 60-70% dei costi globali di una società. Il nostro è un terzo, per farvi capire come lo sforzo principale sia stato fatto su altre aree. Taranto, Picerno, Bitonto, Casarano, Varese e Seregno hanno utilizzato gran parte del budget per la prima squadra. Per gli attaccanti hanno speso il doppio rispetto a noi”.

Giovani – “Sono tutti di proprietà tranne Sare (Spal) e Gerace (Alessandria), su cui abbiamo un diritto di riscatto o meglio un gentleman agreement visto che in D si è tutelati fino a un certo punto. Molti di questi ragazzi vengono da una categoria superiore o da vivai importanti, il valore di mercato c’è. L’obiettivo delle squadre dove ho lavorato in questi 19 anni è stato quello di patrimonializzare, sono abituato a ragionare in questo senso. Nell’Entella ho valorizzato Keita, Zaniolo e Caputo, ma ci vuole tempo. Abbiamo 4-5 giovani che possono fare una discreta carriera, speriamo col Siena”.

Zaniolo – “Mi fu segnalato dal procuratore, non giocava mai. Mi ricordo che entrò nel finale di una gara degli Allievi con l’Entella, e si capii che aveva qualità importanti. Quando ho annusato l’ipotesi di poterlo prendere a zero ho forzato la mano e sono riuscito a portarlo a Chiavari. Ma il merito della sua crescita è soltanto suo”.

Nuove maglie – “Non è un ambito di cui mi occupo. Ho intravisto la bozza, credo siano in fase di produzione. Dovrebbe essere questione di poco tempo ma non so dare una data precisa”.

Progetto Siena – “Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di lavorare in Serie A in strutture super organizzate, ma le esperienze che ricordo con piacere sono quelle dove ho potuto costruire in situazioni di difficoltà. Mi mancava lo stimolo, cercavo un’occasione del genere. La proprietà non la conoscevo, l’ho conosciuta tre giorni prima dell’assegnazione da parte del Comune. Sono un istintivo, sono contento della scelta e non ho rimpianti. Volevo uscire dalla zona di comfort”.

La società – “Il presidente Roman Gevorkyan ha grande passione, affronta tutti gli argomenti tecnici con grande intensità. Ha i suoi consulenti con cui la holding lavora da qualche anno, mastica calcio. Sta cercando di imparare l’italiano e il calcio italiano e questo è un segnale importante. È la figura che ho conosciuto meglio. Della holding ho avuto qualche colloquio con la parte sportiva che gestisce le altre squadre, ma lì mi fermo. Però devo dire che non ci è mancato nulla, a parte il tempo. Siamo stati tra le prime squadre del girone e non solo a ricevere la prima mensilità, il materiale sportivo è di livello, il centro di allenamento è adeguato. Ci hanno permesso di lavorare con tutte le risorse necessarie, e questo non è poco”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: FOL