Grammatica: “A Siena soldi buttati, spero che la proprietà mantenga gli impegni e non cerchi alibi”

“Purtroppo non ho avuto l’opportunità di lavorare. Colpa mia, che mi sono fidato di persone che mi avevano promesso una normale autonomia. È successo che da fine novembre si è smesso di parlare di calcio. Sopra la mia testa si sono alternate decine di figure, invasioni di campo su tutti i fronti con me e Gilardino. Chi doveva tutelarci probabilmente ci ha provato ma non ci è riuscito”. Torna a parlare del suo trascorso in bianconero, Andrea Grammatica. L’ex ds del Siena, attualmente direttore del Ravenna, ha parlato a RadioSiena Tv. Queste le sue dichiarazioni:

Siena – “Abbiamo provato a tenere la barra dritta consapevoli che non si parlava più di calcio. Non per presunzione ho sempre detto che se avessi mollato io sarebbe crollato tutto e i fatti mi hanno dato ragione. Quando si cambiano allenatori e diesse durante la stagione si crea una voragine enorme e la squadra ne risente. Il non aver mai mollato a livello caratteriale è l’unica cosa che mi sento di salvare di quest’esperienza, con i nostri pregi e difetti. Abbiamo così dato un minimo di senso a quella che è stata l’opportunità del ripescaggio. Per il resto di ricordi calcistici ce ne sono pochi. C’è il rammarico di aver lavorato in una grande piazza e non essermi potuto esprimere”.

Soldi buttati – “Sento ancora giocatori e coltivo rapporti di amicizia. Si evocano ricordi brutti di una quotidianità folle, gestita male da chi ha messo i soldi, e secondo me li ha buttati. Peccato perché si poteva costruire una base e poi dare un senso agli investimenti. Non è facile lavorare con determinate persone, peccato che ciò avvenga in una piazza prestigiosa come Siena”.

Futuro del Siena – “Quando ci sono società di questo tipo bisogna stare vicini ai calciatori, che con i loro pregi e difetti sono le vittime della situazione. Spero e mi auguro che la proprietà mantenga gli impegni, che non ci siano alibi legati alla dismissione degli impegni causa stadio o altre situazioni nel mondo. Mi auguro che se dovessero esserci difficoltà a proseguire il progetto il tutto venga lasciato in mani serie e che tra due mesi non si debba parlare di quello che è successo nel recente passato”.

Campanelli – “Non sono voci che mi arrivano, è un augurio. Dopo vent’anni nel calcio, alcuni campanelli nella testa suonano. Spero che il progetto possa proseguire perché Siena lo merita. La holding ha dimostrato di avere grande forza economica, mi auguro che la parte tecnica possa proseguire nel lavoro. È chiaro che quando in due anni cambi così tanti giocatori e direttori qualche campanello d’allarme ci sia, altrimenti ci raccontiamo le favole. Ovviamente mi auguro che ciò non avvenga”. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol