Gloria o fallimento di Paolo Brogi

Che settimana! Dalla fregatura con il Trestina all’addio del ‘Gila’, all’arrivo di Argilli e Voria in attesa di tornare in campo tra poche ore con il San Donato Tavarnelle. Mamma mia! Partiamo dalla cosa più clamorosa l’addio ‘concordato’ dell’allenatore. La cosa, almeno per il sottoscritto, ha rappresentato una botta clamorosa alle certezze sulla Robur attuale. Il ‘Gila’ era il certificato di garanzia di questa nuova ripartenza. Un allenatore giovane, esperto, con un passato glorioso e prospettive future importanti. Aveva accettato la Serie D il ‘Gila’, pur avendo richieste da categorie superiori e lo aveva fatto perché credeva nel progetto Siena. Poi i primi scricchiolii di insoddisfazione, prima quelli appena sussurrati e poi diventati certezza in una delle ultime conferenze. Il mercato ha ovviamente influito, ma a quanto è dato sapere la cosa che ha fatto saltare il banco è stata la divergenza di idee tra l’allenatore e quella che abbiamo imparato a conoscere come la famosa ‘holding di tecnici’.

Così da potenziale prima in classifica la Robur ha già cambiato strada. E inutile aggiungere e sicuramente è intuibile come io sia molto perplesso. Sono arrivati due amici, due persone vere, due bandiere come si diceva una volta: Argilli e Voria. E la prima cosa fatta è stata appiccicare su di loro una data di scadenza. Fino al 31 gennaio o giù di lì. In anni e anni da giornalista di calcio una cosa del genere non mi era mai capitata di vederla. Magari noi media parlavamo di ‘traghettatori’ o allenatori <a tempo>, mentre le società si limitavano a dire il classico <vediamo come va>, addirittura <può guadagnarsi la conferma> o anche senza specificare che di solito e con un po’ di logica è la cosa migliore. Invece niente, alla mezzanotte del 31 gennaio la holding di tecnici deciderà il nuovo allenatore del Siena, che chiudendo un attimo gli occhi e riflettendo in silenzio mi viene da dire che arriverà dall’estero. Sicuramente conoscerà alla grande il campionato di Serie D, il modulo del Tiferno Lerchi o le caratteristiche dell’attaccante del Montevarchi o almeno sarà accompagnato da un paio di giocatori di quelli che fanno la differenza, tanto per non perdere di vista l’obiettivo. Sì, amici, perché il traguardo da tagliare quest’anno è solo uno e massimo. Ma ci torno dopo.

Nel frattempo però Stefano e Gill hanno fatto capire che non sono i tappabuchi di nessuno. Autonomia e niente ‘signorsì’, sono allenatori hanno studiato per quello, il passato glorioso da giocatori bianconeri non conta e avanti così. Tradotto restiamo qua una partita o dieci non importa, ma decidiamo noi come si gioca e chi gioca e soprattutto vogliamo vincere. Da applausi.

Loro vogliono vincere le partite che li vedranno in panchina, ma il Siena è obbligato a vincere il campionato. Lo ha ribadito la società: l’unico obiettivo è la promozione in Serie C. Mi allineo perfettamente a questa idea, quindi avanti tutti insieme verso la gloria, perché altrimenti sarà fallimento e non ci sono ‘se’ e ‘ma’ che tengano. Come dicono gli inglesi ‘do or die’, ossia fare o morire. Aggiungo che non mi interessano il percorso, lo stadio nuovo, i progetti e compagnia bella. Nei prossimi cinque mesi mi interessa solo il Siena promosso e niente di più. Il resto può attendere. E, cari amici, a meno che non arrivi qualche ‘gampione’ come diceva l’indimenticato presidente Paolo De Luca, il percorso sarà lungo e tribolato. Ce lo ha fatto vedere il Trestina domenica scorsa che cosa troveremo sulla nostra strada. Squadre con il coltello tra i denti, arrabbiate, cattive e che sputeranno sangue per ritagliarsi il loro spicchio di gloria. Non solo. Squadre che se non le schiacci sportivamente con i loro rumorosi tesserati piazzati in tribuna coperta suscitano anche una cortese antipatia. Domenica mi sono trovato ad urlare come un pazzo e sbraitare in quei concitati e deludenti minuti finali, prima del triplice fischio e della festa umbra che mi ha fatto incazzare davvero tanto. Tra poche ore un altro scoglio di quelli tosti, poi mercoledì e poi ancora domenica. La speranza è che la squadra bianconera vada in campo e strappi i tre punti perché altrimenti sono guai. Guai sportivi, ma guai. Forza Robur! (Paolo Brogi)

Fonte: FOL