Giochiamocela fino in fondo, ma si avvicina il momento di essere chiari

Di solito, a noi tifosi, quando sta per chiudersi un campionato, prende un po’ di magone, una piccola vena di tristezza e di sconforto, tanto da gettarsi subito a vedere quanto tempo manca all’inizio del prossimo torneo. Quest’anno, purtroppo, non sarà proprio così. La tribolata stagione del Siena (l’ennesima) ci ha fatto patire, soffrire, impazzire tanto che quasi non vediamo l’ora che tutto finisca. Qualcuno (pochi) spera ancora nei play off, ma se uno dei fattori che tra gli altri, ha caratterizzato questo campionato bianconero, è stata indubbiamente la sfortuna, ecco che sarà dura poter competere da qui a giugno per un posto al sole, dicasi serie B.

Errori, malasorte, scelte sbagliate o sopravvalutate, sono tanti gli argomenti per la prossima estate, fatto sta che il primo quesito che viene alla mente è uno solo: la proprietà armena resterà ed investirà ancora nel calcio bianconero. A qualche tifoso (molti) qualche timore è venuto visti i segnali poco incoraggianti delle ultime settimane, ma non vogliamo fare il processo alle intenzioni e andiamo avanti e continuiamo a credere nel progetto, stadio compreso. Un vecchio saggio ha detto che dagli errori, dalle sconfitte, si impara sempre qualcosa, più che dalle vittorie, dai trionfi. Se questa massima è vera quanto accaduto quest’anno deve essere un monito importante per i dirigenti della vecchia amata Robur. Se la malasorte è stata indubbiamente una protagonista, non possiamo non invitare i dirigenti a progettare qualcosa di solido, concreto, senza andare a caso e navigare a vista e (peggio) fare proclami. Se esiste un progetto, deve andare fino in fondo, si devono trovare le persone giuste e dargli carta bianca e non fare le cose a mezzo, come accadde la scorsa estate quando a Perinetti fu affidato il compito di fare la squadra per poi affidarla ad un allenatore che il diesse non avrebbe confermato, tanto per fare degli esempi….

Un altro piccolo suggerimento alla società vorremmo farlo e cioè di parlare agire con chiarezza, soprattutto nella vicenda dello stadio. Se ci sono mezzi e volontà ditelo chiaramente, se invece qualcosa è cambiato ci sembra giusto venirne a conoscenza, perchè troppe volte nel recente passato siamo stati ingannati da dirigenti dalla lingua facile ma dall’agire, a dir poco, dubbio.

Per concludere un elogio a noi stessi, cioè ai Fedelissimi. In una stagione in cui lo stadio è andato vuotandosi, le polemiche si sono rinfocolate intorno alla Robur tanto da allontanare giustamente o meno tanti tifosi, anche appassionati, i Fedelissimi, pur criticando quando c’era da farlo, anche ad alta voce, sono stati gli unici a tirare diritto ed a seguire fino in fondo e dappertutto, il Siena. A qualcuno questo non piacerà, ma tant’è. I Fedelissimi la propria figura l’hanno fatta davvero ed hanno, come sempre, la coscienza pulita. Scusate, ma ogni tanto ci vuole! (Antonio Gigli)

Fonte: FOL