Gilardino: “Il protocollo per la D deve essere cambiato. Domani difesa a quattro, Mahmudov non ci sarà”

Si è svolta quest’oggi al campo dell’Acquacalda la consueta conferenza stampa del tecnico bianconero Alberto Gilardino in vista della partita di domani contro il Grassina. Di seguito le sue parole:

Tifosi – “Forse questi momenti possono dare un sorriso sia a noi che ai ragazzi che alla gente, già pensare che possano ritornare un po’ di persone ad incitarci è veramente bello”.

Protocollo – “Ci devono essere protocolli fatti nel modo giusto altrimenti diventa tutto molto difficile, chi ha la possibilità deve assumersi le responsabilità per far sì che i protocolli dei campionati maggiori possano essere applicati anche in Serie D perché è fondamentale far andare avanti questa categoria. Ad ora c’è il rischio che ti ritrovi a giocare una volta ogni quindici giorni e poi magari per tre settimane di fila ogni mercoledì e domenica a febbraio-marzo. Questo può portare ad una disparità netta sul calendario rispetto alle altre squadre”.

Stop – “Noi avremmo avuto bisogno di giocare 4-5 partite di fila. Abbiamo comunque avuto la possibilità di fare un lavoro importante a livello fisico e tecnico-tattico e di lavorare sulla testa dei giocatori per cercare di tenerli motivati e vivi”.

Infermeria – “Nunes è ancora fuori, stiamo aspettando l’esito dell’ecografia per capire quando ricominciare a lavorare. Forte e Agnello sono recuperati”.

Mahmudov – “Purtroppo non è ancora arrivato il tesseramento e quindi non sarà a disposizione. Ci vorranno comunque 2-3 settimane per vederlo nelle condizioni migliori, deve lavorare tanto perché non è ancora abituato ai carichi di lavoro del calcio italiano e quindi ha bisogno di un po’ di tempo di adattamento. Avrei voluto averlo subito a disposizione, da quando è arrivato ha lavorato molto bene. Il suo ruolo? Può giocare seconda punta o esterno. È rapido, brevilineo e calcia bene con entrambi i piedi. Quando sarà pronto è da tenere in considerazione”.

Formazione – “Ripartiremo dalla difesa a quattro. Mi tengo poi l’ultimo allenamento per verificare le ultime cose come sempre faccio, se ho qualche dubbio posso scioglierlo anche due ore prima della partita. Sono molto riflessivo ma a tratti anche istintivo”.

Grassina – “Li abbiamo studiati e visti giocare, forse sono una squadra che non ha nei singoli dei giocatori in grado di fare la differenza ma hanno un’organizzazione di gioco molto ma molto buona, merito dell’allenatore ma anche della squadra che è insieme da tanti anni. L’anno scorso sono partiti per salvarsi e sono arrivati terzi. Ha giocatori di categoria, un gruppo forte e a questi livelli conta più il gruppo che i grandi nomi”. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol