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Interviste

Giannetti: “La lettera di addio l’ho scritta di getto, con l’anima”

“Sto imparando ogni giorno. Il passaggio che mi stimola di più è mettere la mia esperienza a disposizione dei giovani e un giorno, chissà, vederli fare una carriera migliore della mia”. Niccolò Giannetti è stato ospite di 96 Ore di Palio, storico format di Canale 3 Toscana dedicato al Palio di Siena. Di seguito le sue dichiarazioni nel corso dell’intervista dell’ex capo comunicazione della Robur Cecilia Tarabochia:

L’addio al calcio – “Non è stata una scelta istantanea. Il mio tornare a Siena aveva l’obiettivo di chiudere la carriera qua, ma dato che la mia ultima stagione non era andata così male la speranza di continuare a giocare c’era. Questo non ha coinciso con i progetti della società, che mi ha offerto l’opportunità di entrare nella dirigenza come responsabile tecnico del settore giovanile”.

Stimoli – “Mi è sembrato giusto chiudere qua e accettare una proposta stimolante. Non mi sarebbe piaciuto smettere e rappresentare la società in modo futile. Volevo essere impegnato e questo mi ha aiutato a non pensare di aver chiuso la carriera. Nuovi obiettivi, nuovi stimoli, mi sto mettendo alla prova. Non è facile, perché sono cose di qui fino all’altro ieri ne sapevo poco. Il passaggio che mi stimola di più è mettere la mia esperienza a disposizione dei giovani e chissà, un giorno vederli fare una carriera migliore della mia”.

Il passaggio dalle giovanili al calcio dei grandi – “Fino a lì vivi il calcio come un divertimento, quando fai quel gradino in più ti avvicini a uomini formati e quello scoglio ti fa capire che è un mondo diverso. E non tutti riescono a reggere la pressione e ad andare avanti. Il mio esordio? Una grande emozione, ricordo molto volentieri i ragazzi del Siena. Mi ha aiutato, ero la piccola mascotte. Mi avevano preso in simpatica, una cosa emozionante anche per tutto il contorno”.

La lettera di addio – “L’ho sentita da dentro, l’ho scritta di getto, con l’anima. Non voleva essere una cosa troppo auto-celebrativa. Mi piaceva l’idea di mettere un punto e cambiare capitolo, in maniera diretta mi sono rivolto a questo sport che mi ha formato. Ho vissuto solo per il calcio, la mia vita è girata intorno a questo sport”. (G.I.)

Fonte: Fol