Giannetti: “Ho vissuto mesi bellissimi che non dimenticherò mai”

È stata la cessione più dolorosa: veder partire un senese doc che per la maglia bianconera ha dato il massimo è stato un colpo duro per i tifosi bianconeri. Ma per esigenze economiche, la Robur è stata costretta a lasciar partire uno dei suoi migliori talenti. Con Niccolò Giannetti abbiamo parlato di questo e dei mesi vissuti con la maglia della sua città, un privilegio non da poco.

Partiamo dalla fine e dalla tua cessione.
È stato un addio dovuto, per il bene della società. Personalmente non avrei mai voluto lasciare Siena quest’anno, quanto concludere la stagione e cercare di fare un qualcosa di bello e importante con il gran gruppo che eravamo e per i tifosi che se lo meritano. Ma è andata così e le esigenze economiche hanno prevalso.

Sei mesi alla grande, conclusi con il derby di Firenze.
Tenevo particolarmente a giocare quella gara: da senese il derby è sempre il derby e credo sia il sogno di ogni tifoso bianconero quello di affrontare la Fiorentina e darle maggior fastidio possibile. Penso che in quella sfida ci siamo riusciti e abbiamo reso tutti i tifosi della Robur orgogliosi di noi.

Che bilancio fai della tua stagione?
Sono partito con l’idea di fare bene e ce l’ho messa tutta fin dal primo giorno per riuscire a conquistare la fiducia del mister e per dimostrare che non ero solo “uno di Siena che giocava nel Siena” ma che me lo meritavo e potevo dare il mio contributo. Per questo ho dato tutto fin da subito, non risparmiando nessuna goccia di sudore per il bene del Siena e per far vedere chi ero.

Quale il momento più bello di questi mesi con la maglia della Robur?
Non c’è stato un momento particolare più bello di altri. Sicuramente la “libidine” più grande è stato il gol contro il Trapani, arrivato nel recupero, con la squadra in dieci e che è valso una vittoria. Quella è stata un’emozione unica, per di più arrivata proprio sotto la Curva Robur. Ma in generale sono stati mesi bellissimi, condivisi con un gruppo straordinario che credo sarà la vera forza del Siena per questa stagione. Perché si tratta di un gruppo fatto da calciatori che prima di tutto sono grandi persone che, in mezzo a tutte le difficoltà esterne, hanno saputo compattarsi lascando tutto il resto all’esterno e che sono convinto daranno fino alla fine il massimo per portare in alto il Siena.

Un gran gruppo guidato da un mister come Beretta…

Con lui ha avuto un bellissimo rapporto: è un uomo schietto, che dice le cose in faccia così come stanno sia quando deve esaltarti che rimproverarti per qualche errore. Ma tutto al fine di migliorarti. E questa mia idea sul mister è comune a tutti i compagni, che non a caso lo seguono alla grande.

Spezia-Siena: che gara sarà?
Intanto spero di esserci poi, sono sincero, adesso non lo so e casomai ne potremo riparlare dopo la partita. Dico che sarà una grande emozione per me e una gara speciale perché mi ritroverò ad affrontare i miei vecchi compagni e tifosi.

Ma quando finisce la gara dello Spezia, il sabato vai subito a controllare il risultato del Siena?
Sabato scorso sì, l’ho fatto. E credo che sarà così per tutta la stagione perché nonostante la cessione credo di aver contributo in piccola parte ai risultati della Robur in questa stagione e sarei ben felice se il Siena arrivasse in alto. Poi, essendone tifoso, avrò sempre un occhio di riguardo per il Siena.

Niccolò qualcuno da salutare o ringraziare?
Colgo l’occasione per salutare tutti i tifosi e la città perché me ne sono andato da un momento all’altro. Saluto tutti e voglio dire che sono stato veramente bene in questa parte di stagione: ero e mi sentivo a casa in ogni momento, sia durante la settimana che il sabato allo stadio. Personalmente ho vissuto mesi bellissimi che ricorderò sempre e spero inoltre di aver contribuito anche io, per quanto in piccola parte, alla lunga storia della Robur. (Luca Casamonti)

Fonte: Il Fedelissimo