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Interviste

Giannetti: “Dopo il gol in Europa League buio totale. Spero con tutto il cuore di riportare il Siena tra i professionisti”

“Passare dalla Primavera del Siena alla Juventus è stato un po’ frastornante”. Nella lunga intervista rilasciata a Fanpage, Niccolò Giannetti riavvolge il nastro al giorno in cui, insieme a Buchel e Spinazzola, partì in direzione Torino per andare a vestire la maglia della Juventus: “In quello scambio con Immobile e Marrone, saremmo dovuti andare a giocare nella Primavera. Alla fine, però, causa infortuni, ho cominciato ad allenarmi con la Prima Squadra. […] Era una squadra forte forte. A partire da Del Piero, passando per Buffon, ma c’erano anche Bonucci, Chiellini e a gennaio è arrivato anche Barzagli. Per me è stato come essere catapultato dalle elementari all’università”. Un passaggio che poi portò l’attaccante bianconero a giocare in ambito europeo: “Sono cresciuto a Siena, ero arrivato fino alla Primavera, ma mai avrei pensato di esordire in Europa League con la Juve di Del Piero. È successo contro il Salisburgo, sono entrato nel finale con la voglia di spaccare il mondo, ma non credo di aver toccato palla. Ricordo però l’emozione, quella non la potrò mai dimenticare. A ripensarci mi vengono ancora i brividi”. Alla seconda presenza, Giannetti parte dal primo minuto e segna contro il Manchester City di Roberto Mancini: “Ricordo perfettamente tutto, dal mister che dà la formazione, fino al gol. Poi, buio totale. Davvero, non scherzo: dopo il gol è come se avessi avuto un black-out. Ricordo che sono entrato in campo con una determinazione allucinante, volevo segnare. Poi, quando ci sono riuscito, non ho capito più niente. Io dico, fai il primo gol con la Juve, su assist di Del Piero e invece di andare ad abbracciare Alex, cosa faccio? Boh, credo di essere andato verso la panchina, ma non ne sono neanche sicuro. Dopo tanti anni, ora posso dirlo: Alex, scusa, sono stato indegno (ride, ndr)”.

Dopo la chiusura dell’esperienza con la Juve, Giannetti ritorna a Siena per cominciare una serie di prestiti: “Non è dipeso da me, perché alla fine avevo fatto un’annata positiva, quindi è inutile avere rimorsi. Probabilmente, proprio perché avevo fatto bene, il Siena pensava di poter monetizzare, ma le due società non si sono messe d’accordo. Dunque, sono tornato a Siena, dove però non c’era un programma per noi giovani. È arrivata questa offerta del Gubbio, appena promosso in B e ho pensato potesse essere un ambiente giusto per fare esperienza”. Si arriva quindi alla stagione 2013/14, quando Niccolò indossa la maglia della squadra della sua città: “Una stagione in cui ho giocato abbastanza e fatto anche diversi gol (7, ndr), il fatto è che la società stava attraversando un momento difficile dal punto di vista economico. Io sarei andato in scadenza di contratto a giugno e c’era il mio procuratore che mi pregava di non rinnovare. Si erano approcciate squadre come Verona, Torino e Lazio e, a fine stagione, sarei potuto andare via gratis. Io, però, non me la sono sentita e, pur di aiutare il Siena, ho rinnovato. Così, a gennaio mi hanno venduto, ma non è bastato perché la società alla fine è fallita comunque. Ho giocato il resto del campionato con lo Spezia, segnando altri cinque gol. In definitiva, quella è stata la stagione migliore per me a livello realizzativo”.

Siena resta il centro di gravità per Giannetti, come rivelato dal bomber bianconero nel soffermarsi sull’esperienza al Cagliari, ritenuta forse la migliore della carriera: “Sicuramente sì, dentro e fuori dal campo. In Sardegna ho trovato un ambiente meraviglioso. All’inizio avevo qualche titubanza, non tanto per la piazza, che sapevo essere molto entusiasta, ma perché da Siena i collegamenti erano difficili e io, a Siena, ci volevo sempre tornare. Ho sempre avuto nostalgia della mia città. Alla fine, però, si è rivelata la scelta più azzeccata della mia carriera. Il primo anno in B ho giocato e segnato, abbiamo conquistato la promozione in A ed è stata una festa meravigliosa, indimenticabile. Nella seconda stagione in A ho giocato un po’ meno, ma si era comunque creato un gruppo eccezionale e quindi è stata lo stesso un’annata positiva. Cagliari e la Sardegna mi sono rimaste nel cuore”.

Giannetti si sofferma quindi sull’attualità, animata da un pensiero fisso dopo il ritorno in bianconero: “Mi ero sempre ripromesso di voler tornare a casa prima della fine della carriera, ma non volevo farlo da “ex giocatore”. Per cui, l’anno scorso ce n’è stata l’occasione e ne ho approfittato. Il mio obiettivo è riportare il Siena tra i professionisti e spero con tutto il cuore di riuscirci. L’anno scorso non è andata bene e quest’anno abbiamo una nuova proprietà svedese, che ha puntato tanto sui giovani. Siamo un po’ lontani dalla vetta, ma ci proveremo fino alla fine. E, se non dovesse essere quest’anno, spero di poter avere un’altra opportunità. Prima di smettere voglio davvero riportare la squadra della mia città dove merita di stare”. Quindi il futuro: “No, non ci ho ancora pensato seriamente. Mi piacerebbe rimanere nel mondo del calcio, ma non so ancora bene con che ruolo. Non sento mio quello dell’allenatore, ma farò comunque i corsi perché nella vita si può sempre cambiare idea. Mi vedo più a lavorare con i giovani, cercando di trasmettere loro la mia esperienza, sperando che abbiano voglia di ascoltare un “vecchio” che racconta aneddoti di quando giocava in Serie A (sorride, n.d.r.)”.

Fonte: Fol