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Interviste

Giannetti: “Chiudo la carriera senza rimpianti. Aiuterò i giovani a realizzare il sogno di vestire la maglia del Siena”

Dopo una carriera da 303 presenze e 62 gol tra i professionisti, Niccolò Giannetti apre un nuovo capitolo della propria storia in bianconero. L’ex attaccante, cresciuto nel vivaio del Siena e protagonista con la maglia bianconera tra Primavera e prima squadra, ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo accettando la proposta del club. Da oggi sarà il nuovo assistente alla direzione tecnica dell’Academy del Siena FC, affiancando Patrick Englund nella gestione dell’area tecnica del settore giovanile e collaborando al tempo stesso con il direttore sportivo Simone Guerri nel collegamento tra Academy e prima squadra. Di seguito le parti più significative della conferenza stampa di presentazione.

I ringraziamenti e il nuovo incarico – “Parto con i ringraziamenti alla proprietà, a Jonas Bodin, Frederik Dahlin e Patrick Englund per questa opportunità, che rappresenta per me un motivo di grande soddisfazione. Come ho sempre fatto fino a ieri in campo, cercherò di svolgere questo incarico con il massimo della passione e dell’impegno. Sono stato nominato assistente dell’area tecnica del settore giovanile, il cui responsabile è Patrick Englund, e mi occuperò dell’organizzazione della parte tecnica, facendone le veci quando non potrà essere presente. Francesco Cataldo seguirà invece l’area organizzativa e amministrativa, mentre Bruno Melani sarà il responsabile dell’attività di base e, grazie alla sua esperienza, rappresenterà un supporto fondamentale. Ho già iniziato a lavorare e non vedo l’ora di essere un punto di riferimento per i nostri giovani calciatori, soprattutto per i più piccoli che sognano di indossare la maglia del Siena, una maglia che deve rappresentare un motivo di grande orgoglio”.

L’addio al calcio giocato – “La mia decisione di tornare a vestire la maglia del Siena nasceva con l’idea di chiudere qui la carriera. L’obiettivo, che purtroppo è sfumato, era quello di riportare la squadra tra i professionisti nel giro di due anni. Alla scadenza del contratto ci siamo seduti al tavolo confrontati con la società e mi è stato proposto questo nuovo incarico, che ho accettato immediatamente. Non ho mai preso in considerazione la possibilità di indossare un’altra maglia perché volevo terminare il mio percorso con la squadra della mia città. Abbiamo ritenuto insieme che questa fosse la scelta migliore e sono felice di iniziare questa nuova avventura. Mi auguro che quest’anno si realizzi il sogno che tutti abbiamo, quello di riportare la Robur tra i professionisti. Smettere non è mai facile, ma quel momento prima o poi sarebbe arrivato e ho deciso di cogliere questa opportunità”.

Finale di carriera da protagonista – “L’anno scorso ho indubbiamente chiuso la stagione in crescendo e questo, da una parte, ha reso più difficile la mia decisione perché potevo pensare di avere ancora qualcosa da dare. Dall’altra, però, mi ha aiutato a scegliere questa strada perché volevo lasciare un bel ricordo ai tifosi, senza rischiare di chiudere la carriera dopo esser caduto nel dimenticatoio”.

Lavorare con i giovani – “Per questa nuova esperienza ho tante idee che vorrei sviluppare e trasmettere ai ragazzi. Ho già parlato con Gill Voria, che mi ha illustrato il lavoro costruito negli anni nel settore giovanile. Il mio obiettivo sarà quello di trascorrere più tempo possibile sul campo con tutte le squadre, mettendo a disposizione dei nostri piccoli calciatori la mia esperienza e tutto ciò che ho imparato facendo il calciatore, che credo rappresenti il traguardo a cui tutti vogliono aspirare”.

Il bilancio della carriera – “Non mi piace dare un giudizio tecnico alla mia carriera, ma posso dire di esserne profondamente soddisfatto. Sicuramente avrei potuto fare qualcosa in più, però sono contento perché ho sempre dato il massimo. Non mi rimprovero nulla: dal primo all’ultimo giorno sono andato al campo con entusiasmo e passione. È proprio questo il messaggio che voglio trasmettere ai ragazzi. La passione è la prima qualità che deve accompagnare un calciatore, perché è quella che ti permette di superare i momenti più difficili. Voglio anche insegnare loro cosa significa indossare la maglia del Siena e il comportamento che questa richiede in ogni campo della Toscana e d’Italia”.

La scelta del 2014 – “Se tornassi indietro rifarei la stessa scelta mille altre volte perché, per me, era quella giusta. Magari, se fossi nato altrove, avrei preso una decisione diverse, ma ripercorrendo quel periodo rifarei tutto senza alcun dubbio”.

Fiducia nella nuova Robur – “La cosa principale era confermare in blocco il gruppo che, dall’arrivo di Gill Voria, aveva fatto benissimo. Era il primo obiettivo della società e credo sia stato centrato. Poi sono arrivati acquisti importanti per la categoria. Vincere non è mai semplice: servirà sudare, lottare e soffrire, ma sono molto fiducioso. Con la base costruita nella scorsa stagione e gli innesti effettuati abbiamo tutte le carte in regola per disputare un grande campionato”.

Il ruolo tra Academy e prima squadra – “Oltre al ruolo già presentato avrò anche il compito di affiancare Simone Guerri nel lavoro di direttore sportivo facendo così da collante tra Academy e prima squadra. L’obiettivo è, come sempre, lavorare sul lungo periodo, cercando di portare un giorno il maggior numero possibile di ragazzi del settore giovanile in prima squadra. Siamo ripartiti riorganizzando una struttura che lo scorso anno aveva doverosamente perso un pezzo con il passaggio di Gill Voria in prima squadra. Senza fare il passo più lungo della gamba, vogliamo costruire un settore giovanile importante seguendo il percorso che lui aveva tracciato”.

L’inizio della nuova avventura – “Ho sempre manifestato alla società la volontà, una volta terminata la carriera da calciatore, di intraprendere un percorso dirigenziale più che tecnico. Sono contento che il club abbia accolto questa mia idea proponendomi questo incarico. Sarà un anno di formazione e di crescita, che mi servirà per capire fino in fondo questo ruolo, ma le premesse sono davvero molto positive”.

Boscagli Niccolò

Fonte: Fol