Gianello confessa la tentata combine di Samp-Napoli: “Ma Cannavaro e Grava dissero no”.

Oggetto delle clamorose rivelazioni è il match Sampdoria-Napoli (1-0) del 16 maggio 2010, per il quale ci fu un 'tentativo di combine'. Messo sotto torchio per oltre cinque ore dagli inquirenti, l'ex portiere azzurro prima nega con forza ogni addebito, poi concede via via qualcosa quando gli si fanno sentire intercettazioni inequivocabili, poi infine crolla e ammette quello che non può più negare.

"Ricordo che Giusti mi prospettò la possibilità di ricompensare i compagni che avessero aderito alla richiesta (di rendere maggiormente sicuro il risultato della partita a favore della Sampdoria) con somme di denaro". Poi parla di quattro o cinque compagni presenti nello spogliatoio, ma non ricorda i nomi, ma poi viene ulteriormente pressato dai magistrati che lo torchiano e quei nomi li fa.

"Mi rivolsi a Paolo Cannavaro e a Grava e a nessun altro. Cannavaro e Grava diedero immediatamente e con estrema decisione una risposta negativa". Ed erano pure contrariati, fa mettere a verbale Gianello. Il problema è che i due giocatori 'sondati' furono sì 'bravi' a rifiutare sdegnosamente il 'tarocco', ma neanche ebbero l'idea di denunciare il tutto.

Quindi su di loro è pronta ad abbattersi la mannaia che sta sul capo di gran parte dei giocatori coinvolti anche nelle inchieste parallele di Cremona e Bari, ovvero quella di 'omessa denuncia', che il codice sportivo reputa grave e passibile di pesante squalifica. Non meno pesante il rischio per il Napoli, che – nella sicura inchiesta da parte di Palazzi – potrebbe vedersi sanzionato con una penalizzazione per 'responsabilità oggettiva'. Con addio sicuro alle residue speranze di Champions…

 

Fonte: La Gazzetta dello Sport