GIAMPAOLO: SIENA E CAGLIARI SI ASSOMIGLIANO. INTANTO ASPETTO UN TERZINO DESTRO…

Alla vigilia di Cagliari-Siena, Marco Giampaolo parla chiaro: aspettative, prospettive, passato e futuro. Con un occhio rivolto al mercato, ormai in dirittura di arrivo.
Come avete preparato la sfida?
“Stiamo dando continuità al nostro lavoro: i ragazzi stanno bene, ho visto in loro grandi disponibilità, reattività, velocità di pensiero. Sono molto soddisfatto: ci stiamo allenando con intensità, sono sicuro che domani saremo protagonisti di una grande partita. Partiremo in 21. Jajalo è nella lista dei convocati”.
Che cosa pensa dei suoi prossimi avversari?
“Il Cagliari ha cambiato qualcosa rispetto all’anno scorso, ma è una squadra svelta, che sa giocare a calcio e con qualità. Questo Siena un po’ gli somiglia. Loro hanno semmai il vantaggio psicologico per quanto di buono fatto negli ultimi due anni, benché si trovino adesso a dover ricostruire. Noi siamo alla stessa stregua: intravedo un buon futuro, nel medio periodo raccoglieremo le nostre soddisfazioni. Stiamo ricercando la nostra identità, dobbiamo convincerci di noi. La differenza tra le squadre la fanno la convinzione, l’autostima, la stima nei compagni e nelle loro qualità. Questo rende un gruppo forte. Se i risultati ci sosterranno ci riusciremo”.
Ha detto che il Cagliari sta facendo bene da due anni a questa parte: quindi il merito è anche suo…
“Al di là di quello che possono dimostrare i fatti, quella in Sardegna è stata un’esperienza positiva: ho sicuramente arricchito il mio bagaglio. Sono andato a Cagliari perché la società voleva rinnovare il suo modo di far calcio. Quando sono arrivato ho trovato un ambiente, in tutte le sue parti, strutturato, con abitudini consolidate e ben radicate. Era come vivere da ospite. Per improntare le mie idee ho dovuto intaccare tutto ciò. L’ho fatto, ho rotto gli equilibri di ognuno: ci sono stati malumori da parte di chi vedeva in pericolo i propri agi. Ma sono andato avanti con educazione, seguendo le mie vedute, giuste o sbagliate che fossero. Anche perché se mi chiami dovresti sapere chi sono e come lavoro, altrimenti navighi a vista e improvvisi. Nonostante le difficoltà, gli alti e i bassi, il duro lavoro, nel tempo, ha attecchito nei calciatori. Ogni giorno ci guadagnavamo un pezzetto di credibilità. Ma è anche vero che il cammino da fare era lungo e che nel calcio la differenza la fanno sempre i risultati”.
La storia si ripete…
“Qua a Siena quest’anno e un po’ rivivere la seconda stagione in rossoblu. Per il primo campionato avevo in squadra giocatori di spessore, di alto livello, che avevano fatto la storia del Cagliari. Per il secondo molti elementi furono ceduti, e c’era un po’ di sconforto per aver pescato chi non aveva lo stesso pedigree. Ma con il tempo, il Cagliari ha raccolto quanto seminato e in questo senso mi sento parte del rinnovamento, colui che ha battuto la strada. Vedo molte similitudini con il mio presente. Ma ci vuole coraggio per fare certe scelte, supportarle e crederci. Ci vuole un grande spirito del lavoro e i risultati a dare conforto”.
Ma Cellino lo ha più risentito?
“Mai”.
Tornando al pallone, cambierà, rispetto a sabato scorso, l’atteggiamento della Robur?
“Non cambierà: siamo e saremo sempre una provinciale. Lo spirito e il mutuo soccorso devono essere le nostre prime prerogative. Il blasone degli avversari, può dare più o meno motivazioni, ma solo a un livello esterno, dell’attesa, della partecipazione dell’ambiente. Il resto non deve cambiare”.
Jarolim o Ghezzal?
“Non parlo di ballottaggi. Non scelgo mai chi far giocare in base alla prestazione della partita precedente. Se guardassi alla gara di sabato e al lavoro di questa settimana, dovrei mettere in campo sia l’uno che l’altro. Domani mattina ci alleneremo, poi farò le mie scelte, guardando all’avversario e alla situazione in generale”.
Siamo ormai alla fine: cosa si aspetta da questi ultimi giorni di mercato?
“Siamo realisti: non possono arrivare punte, trequartisti o centrocampisti: ne ho già uno in più in ogni ruolo. In tal caso, qualcuno partirebbe: siamo fuori strada. Ho tre terzini sinistri: uno è di troppo e non giocherà mai. Non per mia scelta, anzi, per il ragazzo mi dispiace, meriterebbe sicuramente di giocare di più. Lo stesso discorso per i centrocampisti centrali. Al contrario, mi manca un terzino destro: sta giocando Rossettini, ma secondo me le sue reali potenzialità le esprime come centrale. Senza dimenticare che sia lui che Ficagna hanno avuto gravi infortuni l’anno passato. C’è Rosi, è vero: conto di recuperarlo il prima possibile, ma a oggi, è come se non ci fosse e intanto il campionato va avanti. Mi serve un giocatore che vada a integrare in maniera armonica il reparto. Non ha senso che abbia tre sinistri e mezzo destro. Non per sfiducia per chi c’è, ma perché il campionato di serie A è lungo: la passata stagione ne abbiamo avuto dimostrazione. Lo stesso Del Prete si è fatto le sue presenze, due addirittura contro la Juventus. Giocherà sempre chi lo meriterà, ma abbiamo bisogno di un terzino destro”.
Le voci sulle tante presunte partenze influenzano?
“Mi disturbano, mi disturbano fortemente. L’ho fatto presente anche ai giocatori: quando si parla bisogna lasciare il segno nella maniera giusta. Bisogna essere maturi anche nelle dichiarazioni”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line