GIAMPAOLO: SIAMO MIGLIORATI IN QUALITA’

Senza voce, per quanto si fa sentire durante gli allenamenti e in amichevole, Marco Giampaolo prosegue il lavoro di preparazione della squadra. Un lavoro che esegue con minuziosità, ossessiva attenzione: è tutto calcolato, al centimetro e al secondo. E’ troppo presto, per trarre conclusioni, ma già qualcosa lo si intravede. 
Come è nata, Giampaolo, l’idea di giocare in amichevole sessanta minuti, con la formula 45+15?
“L’obiettivo era dare un minutaggio superiore a ognuno di loro. Grazie alla disponibilità degli avverasri è stato possibile. Abbiamo dato progressività al nostro lavoro, aumentando i carichi. Sabato e domenica, proseguendo su questa strada, giocheremo per novanta minuti”.
Come ha visto i ragazzi in campo?
“Bene: c’è stata buona partecipazione. Nonostante la fatica e il caldo si sono divertiti. L’avversario era quello che era, ma li ho visti vogliosi, alla ricerca di una soluzione, con entusiasmo. Poi gli errori e la mancanza di lucidità ci stanno e neanche mi interessa.  Mi interessa la voglia che vedo in loro di migliorare giorno dopo giorno”.
Si prosegue con il 4-3-3…
“Sì. Siamo partiti così e adesso stiamo cercando gli aggiustamenti migliori per sostenere i tre davanti. Dipende da loro, ma anche dai compagni. Dobbiamo trovare la formula che ci consentirà di essere sempre squadra, con un’ottima organizzazione e idee chiare. In modo che anche portando più uomini sottoporta non vengano a mancare gli equilibri determinanti”.
A proposito di equilibrio: nell’amichevole di ieri con il Tonezza, lo ha trovato di più nel Siena 1 o nel Siena 2?
“Nel primo tempo abbiamo giocato così come facciamo dall’inizio della preparazione. Nel secondo tempo, avendo a disposizione soltanto sette difensori, ho giocato a tre dietro, ma si è trattato di pura necessità. E non mi è dispiaciuta neanche quella squadra: i giocatori hanno determinati principi di gioco, determinati concetti e li hanno seguiti. Non se ne sono neppure accorti e si sono divertiti. Ho tratto spunti su cui ragionare. La determinazione di un giocatore è fondamentale”. 
A che punto è la squadra?
“Gran parte dei giocatori conoscevano già il mio metodo di lavoro, le cose, quindi, stanno proseguendo abbastanza velocemente. I giovani, che si trovano adesso a confrontarsi con me, stanno ricevendo una grossa mano dai più esperti. Da un punto di vista tecnico-tattico, quindi, siamo avanti, siamo squadra. Fisicamente no, i ragazzi devono smaltire i carichi di lavoro. Ma ci sarà tempo e modo per raggiungere la condizione. L’importante è che tutti completino la preparazione nel miglior modo possibile. Non posso perdere nessuno”. 
Ma questi giovani, riescono a tenere il passo?
“Sì, perché hanno entusiasmo e voglia di farsi notare. Si vogliono mettere in luce, alcuni aspirano all’esordio in serie A. Con questa spinta e con l’impegno, mi seguono benissimo”.
Tra loro Larrondo è l’unico che non ha mai provato in amichevole: è per caso lui che storce la bocca durante le esercitazioni?
“Quando ho detto questa cosa il discorso era in generale e non riferito a qualcuno nello specifico. Larrondo non ha mai giocato perché siamo in tanti e un ragazzo deve essere bravo con l’entusiasmo a ritagliarsi il proprio spazio. Un allenatore non può, anzi, non deve, accontentare i giocatori, ma ragionare nel rispetto della squadra e del lavoro che porta avanti. Alleno il Siena, un club di serie A, e non un’equipe con cinquanta giocatori che va in giro per l’Italia a fare amichevoli. Ci sta anche che da qui alla fine della preparazione Larrondo non giochi mai: è una scelta funzionale alla squadra e a ciò che sta facendo, dovuta alla presenza di una rosa molto numerosa. Non è un provvedimento disciplinare”.
Rispetto all’anno scorso quali le differenze?
“La passata stagione eravamo più forti sul piano fisico, meno sul piano qualitativo. In generale, parlo a livello di rosa, siamo cresciuti qualitativamente e questo, di sicuro, porterà a miglioramenti più sensibili. Nell’undici, invece, è troppo presto per trarre conclusioni”.
Nello staff tecnico un nuovo collaboratore: ce lo può presentare?
“Si chiama Lorenzo Rubinacci: in carriera ha avuto tante esperienze sia in Italia che all’estero. Ha allenato in settori giovanili importanti come il Lecce e il Perugia. E’ un ragazzo in gamba, con una spiccata sensibilità calcistica. Ci darà sicuramente una mano”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line