GIAMPAOLO: SERATA DI GRANDI EMOZIONI

Ha la mano appiccicosa come può essere dopo il rito di locatelliana memoria della sambuca flambè. Non si è sottratto a questo rito diventato una sorta di iniziazione che i Fedelissimi propongono, se non a tutti, a molti dei loro ospiti.

Chi crede che Giampaolo sia un “musone”, farà bene a rivedere le proprie convinzioni.

“ Quel filmato mi ha fatto venire la pelle d’oca, ho rivissuto situazioni e momenti che hanno caratterizzato la mia infanzia, un mondo che credevo fosse finito e superato, invece vedo con piacere che c’è ancora chi lo ricorda e lo ripropone. E’ molto importante che questo accada soprattutto in un periodo come questo”

Mister, noi abbiamo una storia di 38 anni alle spalle, e mai lo dimentichiamo….

“E fate bene perché queste iniziative servono a creare o cementare il rapporto con i tifosi. A volte i giocatori vogliono ricambiare l’affetto che gli viene riservato e queste sono occasioni importanti per farlo. Sono cose un po’ perse con il professionismo esasperato di oggi e mi ha fatto molto piacere constatare che qui si sono mantenute.”

Condivide anche il “rito” della  sambuca flambè?

“E perché no? So che questo rito fa parte del modo di festeggiare di alcuni giocatori, mi piace molto che sia condiviso con i tifosi. Ci sono momenti in cui un giocatore o un tecnico ha bisogno di qualsiasi cosa che possa essergli di aiuto per mollare un po’ la tensione. Senza esagerare chiaramente. L’importante è che si affronti sempre il lavoro con il massimo impegno”

E di impegno ne vediamo tanto, conferma?

“Sono contento per quanto la squadra mi dà giorno dopo giorno, per il senso di appartenenza che dimostrano, per l’umiltà e la voglia con cui affrontano il lavoro. Tutte queste cose sono alla base dei risultati.”

Risultati che per ora sono buoni…

“E’ presto per fare un bilancio, si dovrà aspettare almeno la fine del girone di andata per capire certe cose, senza dimenticare che, comunque, anche allora si faranno altre valutazioni. Certo è che i punti che abbiamo conquistato ci consentono di lavorare con una certa tranquillità, cosa questa di grande importanza.”

Noi siamo tra quelli che hanno definito la partita con la Sampdoria una sorta di lezione tattica degna di studio al corso per allenatori di Coverciano, altri l’hanno definita di una noia infinita, a chi da ragione?

“A tutti, nel senso che è stata una partita molto tattica ma al contempo non molto spettacolare. Ma non volevo perdere quella partita assolutamente; il momento era troppo delicato e il lavoro per superare gli effetti di una sconfitta sarebbe stato molto impegnativo. La Sampdoria è un’ottima squadra e recuperargli un goal sarebbe stato molto difficile per questo ho adottato certe contromisure. Il lavoro di un tecnico deve prevedere anche questi aspetti.” (Nicnat)

Fonte: Fedelissimi