GIAMPAOLO: QUESTA E’ LA NOSTRA DIMENSIONE

 

Marco Giampaolo spazia, dalla contestazione dei tifosi al futuro. Nella conferenza di oggi, quella del dopo Siena-Livorno, gli argomenti certo non mancano…

Mister, dopo il derby con il Livorno ha avuto un confronto con i tifosi…
“Dopo una partita di calcio, al novantesimo, gli animi sono caldi e si alza la tensione: può accadere di tutto, anche una contestazione. E’ sempre successo e succederà ancora. Ognuno è libero di pensare ciò che vuole, sempre all’interno del comportamento civile. Non chiuderò mai la bocca a nessuno. Ripeto, ci può stare. Ognuno deve sempre ragionare con la propria testa. Quello che non ammetto è la mancanza di un regolamento: usciamo alla spicciolata dallo stadio e non va bene. Come tutte le squadre del mondo dovremmo arrivare tutti insieme in pullman e tutti insieme in pullman andarcene”.
Ma se la aspettava?
“Non voglio essere strumentalizzato. Non mi va che mi tirino la giacca né da una parte né dall’altra. Preferisco parlare della gara”
Facciamo prima un po’ il punto della situazione?
“Non va detto ‘va tutto bene, è tutto bello’, altrimenti non migliori. Ma non posso neanche stare sempre a riparlare di ogni singolo episodio che ha condizionato il risultato. Io non accampo scuse o alibi, mi assumo tutte le responsabilità. Ho fiducia nella mia squadra. Fino a ora abbiamo affrontato Cagliari, Chievo e Livorno, alla nostra portata, poi altre squadre di livello diverso, con cui ce la siamo giocata meglio. Negli scontri diretti il risultato ci è sfuggito per particolari. C’è da lavorare ma la nostra dimensione è questa. Se c’è nervosismo alla settima giornata, ci sarà fino all’ultima. Con me o senza me. Questo sarà un anno duro, dobbiamo tener botta, rimanere sulla linea di galleggiamento. Se capiamo questo va bene, se non lo capiamo tutte le domeniche stiamo a contestare… La squadra ha bisogno di incitamento. E non lo dico per me, io ci sto bene in questo habitat, sono abituato: la mia carriera non è mai stata in discesa…”.
L’incontro con la società che doveva esserci oggi?
“Non ho incontrato nessuno. Non ne so niente. Ci siamo solo parlati nel dopo partita in modo informale”.
Che cosa l’ha delusa di più di Siena-Livorno?
“Non mi ha deluso niente: la squadra ha mantenuto per gran parte della gara il possesso palla, ha tirato quattro-cinque volte in porta, ha ottenuto un rigore, ha cercato sempre di ragionare. Ci è mancata la zampata finale. In undici contro dieci gli avversari ti impongono di fare la partita: è l’uno contro uno che fa saltare il banco. Devi avere soluzioni: noi abbiamo Maccarone, in parte Ghezzal… Abbiamo cercato quindi di aggirarli, creando superiorità in fascia, non siamo riusciti a segnare ma ci abbiamo provato. Forse potevamo rischiare qualche dribbling in più, cercare la porta con più insistenza, negli ultimi trenta metri, con tiri dalla distanza. Ekdal ci ha provato, ma il fallo di mano successivo non è stato sanzionato come era capitato a noi a Napoli. Ma abbiamo messo in campo tutti i mezzi e le qualità che abbiamo. Non abbiamo giocato al contrario”.
La classifica però è quella che è…
“Alla settima giornata ci manca qualche punto, ma in fin dei conti la classifica bassa attuale rispecchia più o meno i valori delle squadre. La permanenza in serie A se la giocano quei cinque-sei club. Come oggi siamo a discutere per un risultato sfuggito, lo faremo sicuramente fino alla fine: la nostra dimensione è questa. O perlomeno, questa è la mia verità. Si deve lavorare, lavorare, lavorare, avere fiducia. Non siamo in ritardo di dieci punti per quelli che sono i nostri obiettivi. Se poi vogliamo disconoscere questo, va bene. Io sono qua per fare meglio delle nostre possibilità, perché a giugno il Siena abbia tre squadre dietro”.
Maccarone che sbaglia un rigore, Calaiò che sbaglia un gol a porta vuota: sintomi di insicurezza?
“Calaiò ha sbagliato perché si sbaglia: l’errore fa parte della partita. Maccarone è in una grande condizione psico-fisica. Non sbaglia chi non rischia. Lui ha avuto personalità a presentarsi sul dischetto. A me piacciono i giocatori che si prendono le proprie responsabilità. E anche dovessero sbagliare devono stare tranquilli: la responsabilità ultima è mia. Rischino quando c’è da rischiare. Poi rispondo io dei loro errori”.
La squadra come ha reagito al derby?
“I ragazzi sono dispiaciuti, ma come tutte le volte li ho caricati, sottolineando le cose positive che hanno fatto, guardando agli errori, ma ribadendo le mie incondizionate fiducia e stima in loro: dobbiamo avere la forza di reagire a tutto. Il lunedì metabolizzi, il martedì devi tornare a dare il massimo. Non bisogna fare mai un funerale prima che si muoia, come non è mai produttivo ricordare il passato”.
Una piccola curiosità: cosa vi siete detti con Galloppa che è venuto a salutarvi?
“Non posso riferirlo… Il fatto che sia tornato ci fa piacere, vuol dire che qua è stato bene: non solo con gli ex compagni, con me, con lo staff, ma con Siena intera. Daniele è un ragazzo intelligentissimo, ha sensibilità: basta parlarci per capirlo”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line