GIAMPAOLO: PORTANOVA NON SE NE ANDRA’

Una spruzzatina di neve, innocua, ha dato il bentornato al Siena. La squadra si è ritrovata a Colle val d’Elsa per ripren­dere dopo sette giorni di pausa. Marco Giampaolo ne ha approfittato per un po’ di relax nella sua Giulianova, ma adesso è di nuovo carico, pronto a trasmettere nel pri­mo di allenamento di ieri tutta la sua grin­ta.
Ha sempre lodato la dedi­zione al lavoro dei ragazzi, li ha ritrovati belli tirati co­me sempre?
«La squadra sul piano del lavoro non ha mai fatto mancare il suo impegno. Ab­biamo dato un programma ai ragazzi in questi giorni per non farli restare fermi.
Ho potuto subito sottoporli ad un allena­mento davvero intenso».
Ma questa pausa natalizia è davvero uti­le?
« Sì, sul piano mentale, per il recupero psicofisico. In linea generale comporta un po’ di disagi, a tutti quanti ovviamente, per­ché costringe ad interrompere il lavoro per poi riprenderlo dopo sette giorni. Però penso che sia giusto farla».
La scelta di rimanere a Colle, anziché andare in ritiro, da cosa deriva?
«Dal fatto che qui abbiamo tutto a dispo­sizione: le nostre strutture, le nostre attrez­zature. Anche se siamo l’unica società di A che non ha un proprio centro sportivo e questo è un problema».
Qual è il bilancio di questo 2008 bianco­nero?
« Il bilancio individuale è positivo, sul piano numerico avremmo meritato qualco­sa di più».
Ma che voto darebbe al suo Siena?
«I voti li daremo alla fine. Ora posso so­lo pensare che a luglio eravamo la ventesi­ma squadra e io ho ancora un articolo di giornale che dice questa cosa. Lo tengo lì per farlo vedere ai ragazzi, in modo che ab­biano motiva­zioni ulteriori per sovverti­re questo pronostico».
Qual è stato il giocatore che l’ha più impressiona­ta e quello da cui invece si aspettava qualcosa di più?
«Non c’è un singolo che mi ha impressio­nato, quello che mi ha sorpreso è lo spirito del gruppo. In diciassette giornate abbia­mo sbagliato appena una partita e mezza. Credo che sia questa la cosa da rimarcare. In negativo non mi ha impressionato nes­suno: mi colpisce chi non ha voglia di alle­narsi, gente che si trascina in mezzo al campo, ma qui non ci sono casi del gene­re » .
Chi vince il campionato?
«L’Inter».
Chi può impensierire la squadra di Mou­rinho?

«Poteva farlo la Roma, ma ora è troppo distante».
Il tecnico portoghese ha detto che la se­rie A è migliore anche grazie al suo lavo­ro. Sensazioni?

«Mi fanno piacere queste parole. Ogni al­lenatore è un portatore di idee ma se que­ste non sono condivise dal gruppo non val­gono niente. Indirettamente, questo è un elogio per i miei giocatori. La prima cosa che ho detto è stata che volevo condivide­re un’idea: senza la loro disponibilità non avrei potuto farlo».
Capitolo mercato: un gio­catore per reparto?
« L’idea è questa. Questo non significa non avere fidu­cia in chi c’è, ma rendere più competitivo l’organico. Il problema non è individuale, la salvezza passa attraverso l’aiuto di tutti quanti. In que­sto senso, un elemento per reparto potrebbe essere utile». Ma Portanova può partire?
«Portanova sta facendo un campionato di altissimo livello, è uno tra i migliori centra­li d’Italia. È giusto che ci sia attenzione nei suoi confronti, ma noi non possiamo pri­varci di lui a gennaio. Gli auguro di conti­nuare così e di poter ambire a giocare in un club di primissimo livello, perché se lo me­rita. Ma spero che succeda a giugno».
Forestieri?
«Ha diciotto anni, va a giocare perché gli serve. Non so dove, ma se ne andrà».
L’agente dell’italo argentino ha dichia­rato che lei non fa giocare i giovani. Cosa ne pensa?
«Che io di mestiere faccio l’allenatore e sono abituato a giocare sulla mia pelle».
Fonte: Corriere dello Sport