GIAMPAOLO: LA CONTESTAZIONE CI STA, ORA DEVE VENIR FUORI LA CATTIVERIA

“E’ un momento difficile – spiega Marco Giampaolo all’inizio della conferenza di oggi, dopo la contestazione subita prima e durante l’allenamento di ripresa –. Ci sta che i tifosi si facciano sentire. Ma non aggiungo altro, non vorrei che le mie dichiarazioni venissero strumentalizzate. Il mio compito è quello di allenare e di difendere la squadra. Come ho detto ai ragazzi, sono determinato a giocarmi le mie 38 patite, cercando di finire con tre squadre dietro”. Ecco quale secondo lui è il reale motivo. “A Parma abbiamo sbagliato la prima mezz’ora – conferma il mister –, ma abbiamo pagato per la classifica. Con una graduatoria diversa non saremmo arrivati a questo punto, quei quarantacinque minuti non avrebbero avuto una risonanza così grande. Parma è stata come la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Abbiamo sbagliato, abbiamo patito dal punto di vista fisico, nell’uno contro uno, poi in dieci contro undici abbiamo fatto molto meglio. Alla fine, abbiamo rischiato, giocando a tre dietro”. “Ho giocato con Ghezzal e Maccarone – aggiunge l’allenatore della Robur –, perché avevo bisogno, considerando la difesa a tre del Parma, di due attaccanti veloci che potessero giocare sugli spazi. Ma non è il modulo che risolve le problematiche, è l’interpretazione che, a seconda delle condizioni, ogni giocatore dà alla partita. Fino a oggi ho utilizzato due diversi sistemi di gioco e continuerò a farlo, a seconda delle avversarie di turno. Si parla tanto del trequartista: basti guardare tutte le altre squadre che lo utilizzano per vedere che ogni trequartista ha caratteristiche diverse. In ogni caso parlando sempre di modulo, alla fine rischi di diventare un alibi di una sconfitta, diventa qualunquismo”. Sulla squalifica di Fini. “Ho rivisto il fallo – ha detto il mister bianconero –, non mi sembrava così cattivo da meritare tre giornate di squalifica. (una giornata anche a Ghezzal, ammonito e già nella lista dei diffidati e a Giampaolo stesso ndr). Evidentemente sta attraversando un momento particolare e ha riversato in quel gesto il suo stato d’animo. Sicuramente ha accusato qualcosa e non è tranquillo”. Anche Vergassola, il capitano, non è apparso per niente tranquillo domenica sera… “Lo sfogo di Simone è stato lo sfogo di un giocatore che non ci sta a perdere – ha dichiarato Giampaolo –. Durante la settimana lavoriamo in modo ineccepibile e la domenica non riusciamo a raccogliere i frutti della nostra fatica. Abbiamo sempre pagato ogni sbavatura a caro prezzo, una situazione non ci è mai stata favorevole”. “Parma ci insegna che se vogliamo raggiungere il nostro obiettivo – conclude Giampaolo –, dovremo essere cattivi, con spirito aggressivo. Dovremo diventare una squadra meno bella, ma più muscolare. Certe valutazioni però, arrivano grazie alle partite precedenti, non dal nulla”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line