GIAMPAOLO: GUAI A FARSI TRASPORTARE DALL’OBLIO DELLE DIFFICOLTA’

Non chiamatelo derby: per Marco Giampaolo, domani dalle 15 in poi, la rivalità tra Siena e Livorno dovrà giocarsi solo sugli spalti. In campo la Robur dovrà inseguire la vittoria per se stessa, per una classifica che avrebbe potuto essere migliore e per il raggiungimento del proprio traguardo, fine ultimo del lavoro quotidiano e degli sforzi di ogni singolo incontro.

Mister, cosa si aspetta dalla gara di domani?
“Ci attende una sfida importante, al di là del fatto che sia un derby. Dovremo far bene per la partita in sé, dovremo giocare al meglio delle nostre possibilità, interpretarla nel modo giusto, con l’obiettivo primario di vincerla. La rivalità che lega le due squadre deve essere soltanto un qualcosa in più”.
Pregi e difetti del Livorno?
“Il Livorno lotta per i stessi nostri obiettivi e ha la stessa nostra voglia di vincere. Ha bisogno di raggiungere la linea del galleggiamento. E’ una squadra che cambia molto, sia negli uomini che nel sistema di gioco. E ha ottime individualità. E’ un incontro psicologicamente pesante per entrambe, sarà proprio la condizione mentale a fare la differenza”.
Il fatto che ci siano due tecnici in panchina, per una squadra, è motivo di insicurezza oppure no?
“Parlo per esperienza: se i compiti sono chiari e prestabiliti, non ci sono problemi. Quando c’è chiarezza le cose vanno bene. Perché Leonardo può allenare e Ruotolo ha bisogno del ‘tutor’? Perché il primo sta frequentando il master, il secondo no. Stanno entrambi lavorando nel rispetto delle regole e non c’è niente di strano. Lo strano è a monte, nel principio di ammissione”.
Quella di domani sarà la prima vera partita con una squadra sulla carta alla portata. Avvertite il derby come un banco di prova?
“Non ho assolutamente niente da recriminare ai miei ragazzi per le sfide precedenti. L’unico rammarico che ho dall’ inizio del campionato è la gestione sbagliata di determinati momenti durante la trasferta di Genova. Nelle altre partite il risultato ci è sfuggito per cose spesso più grandi di noi, per situazioni particolari sulle quali comunque dobbiamo lavorare per crescere, senza cercarci alibi. Sicuramente alla nostra classifica manca qualche punto, perché non siamo stati bravi a prevedere cose che fanno parte della partita in sé”.
La Robur quindi sta bene?
“Sì, sia sul piano tecnico che psicologico sta molto bene. I ragazzi si sono sempre preparati bene, sostenuti dai principi e dal lavoro che svolgono quotidianamente. Sanno benissimo quello che devono fare sia a livello individuale che collettivo. Non devono aggrapparsi a nient’altro che a queste loro conoscenze, con la massima serenità. E lo fanno”.
Chi sarà della partita?
“Del Grosso e Ficagna hanno recuperato, sono convocati. Rossettini ancora no. Non ci sarà neppure Reginaldo. La formazione la deciderò domani mattina”.
Ma delle polemiche di questi ultimi tempi che idea si è fatto?
“Non ho visto niente, non ho sentito niente, non me ne sono preoccupato. Io vado avanti per la mia strada, meglio con il sostegno dei tifosi. Non ho la presunzione di far cambiare idea a nessuno. Di fronte a certe dinamiche preferisco isolarmi. So che certe cose fanno parte del mio lavoro, non me ne curo: quando giochi in serie A devi saper convivere con le pressioni interne ed esterne. Se non ci riesci alzi le mani e dici ‘non ci sto’. L’unica soluzione, se vuoi far parte del calcio che conta, è reagire e non farti trasportare dall’oblio delle difficoltà”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line