Giù le mani dalla città di Cecilia Marzotti

Ridateci ciò che ci avete porta to via. Vogliamo tornare allo stadio la domenica con i nostri figli, vogliamo di nuovo essere presenti ad abbracciare le nostre squadre del cuore: la Robur e la Mens Sana. Due ricchezze e non solo per quella «fede» sportiva sempre viva in noi nonostante gli avversi flutti che hanno ridotto due navi da crociera in piccoli e traballanti gommoni. Quanta amarezza e quanta delusione: sentimenti dei quali avremmo fatto volentieri a meno. E naturalmente la rabbia esplode (menomale, siamo in democrazia) e nessuno dimentica che gli unici a scendere in piazza per esternarla sono stati proprio i tifosi. Prima quelli dei Siena e poi della Mens Sana Basket. Loro sono stati i più leali e i più sinceri: ieri nel bene e ora davanti alle difficoltà. Grazie a tutti voi per esservi uniti ancora una volta e gridato alla città le vostre (nostre) ragioni. Quello che voi civilmente chiedete noi lo condividiamo perché anche noi rivolgiamo ciò che ci è stato portato via. Siamo consapevoli che nulla sarà più come prima, ma almeno in questo momento siamo consapevoli di «lottare» insieme per un qualcosa che appartiene non solo agli sportivi, ma a tutta la città. E allora facciamo nostra una frase di un anziano tifoso a cui era stato chiesto cosa fosse per lui la sua squadra: «E' la mia giornata di festa».
Buona domenica
cecilia.marzotti@lanazione.net