GHEZZAL: SOLO UNA PARTITA PERSA, NON E’ FINITA

 

"Una partita persa". Né più né meno. Abdelkader Ghezzal il ko dell’Olimpico lo vede così. Non è il momento di drammatizzare, di fare calcoli o stare a rimuginare sui peccati commessi. L’attaccante bianconero spinge tutti a dimenticare e ripartire, per crederci fino alla fine, fino a quando non sarà la matematica a stabilire i verdetti definitivi.

Avete analizzato la sconfitta di mercoledì?
“Siamo partiti male, nonostante il mister ci avesse avvertito di quanto la Lazio fosse pericolosa nei minuti iniziali. Il gol ha cambiato subito la nostra gara. Probabilmente ci ha condizionato un po’ di paura: giochi all’Olimpico, con quarantamila tifosi contro, una delle partite cruciali della tua stagione. E’ normale avvertire un po’ di tensione. La Lazio, poi, ha dimostrato di non meritare la posizione che ha. Noi potevamo gare qualcosa di più, certo, ma loro sono forti. Non mi sarei mai aspettato così tanto”.
Significa che considera la Lazio fuori dalla corsa salvezza?
“Assolutamente no. Credo che la corsa vada fatta proprio sui biancocelesti: è vero che hanno la qualità per potersi salvare, ma è vero anche che hanno un calendario difficilissimo. Noi, sulla carta, dobbiamo affrontare squadre più alla nostra portata. Abbiamo diversi scontri diretti da giocare, che valgono doppio, sfide in casa da non fallire. A Roma abbiamo preso una partita, solo un a partita, e ci poteva anche stare. Non è finita”.
Crede che cambiare tante volte modulo durante i novanta minuti sia stato controproducente?
“Cambiare tanto ti fa perdere i punti di riferimento. Ma se subisci uno svantaggio immediato il mister deve correre ai ripari. Come ha fatto nelle partite precedenti. Le altre volte ci è andata bene, questa volta no. Bisogna dare agli avversari i giusti meriti. Mi dispiace che la squadra abbia creato poche occasioni, questo sì. Per quanto mi riguarda, sto girando tanto, ma mi sta bene. Sulla trequarti sono a mio agio, mi piace fare gioco. Ora mi sta assistendo anche la condizione fisica”.
Quanto influirà sul morale dello spogliatoio questo ko?
“Lì per lì eravamo molto delusi, ci tenevamo a far bene, perché un risultato positivo ci avrebbe avvicinato alla salvezza. Smaltito il dispiacere iniziale, ci crediamo più che mai. Alle altre non dobbiamo guardare, sarebbe una pressione in più quando scendiamo in campo. Aumenterebbe le nostre paure e correremmo il rischio di partire tesi come ci è appena successo. No, dobbiamo giocarcela domenica per domenica, come sappiamo. I conti si faranno alla fine”.
Che Siena ci vorrà per battere il Genoa?
“Il Siena che è stato capace di inanellare sei risultati utili consecutivi. Dovremo scendere in campo sereni e giocare tranquilli. Importantissimo sarà partire bene. Giochiamo in casa e i nostri tifosi ci sosterranno. Spero che siano in tantissimi e che ci diano una grossa mano”.
E’ Kharja l’uomo da tenere d’occhio?
“Il vecchio marocchino Kharja… (ride: nota la rivalità Algeria-Marocco ndr) Tutti sappiamo che giocatore è Houssine, lo conosciamo molto molto bene. Ma credo che il Genoa sia una squadra forte nel collettivo. Anche se in questo periodo va un po’ meno forte rispetto all’inizio, è comunque un avversario di rispetto. Noi dobbiamo entrare subito in partita, con la testa giusta e giocare come abbiamo dimostrato di saper fare”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line