GHEZZAL: SIAMO TORNATI A SORRIDERE

 

Le parole hanno un significato e diverse interpretazioni. Quando Abdelkader Ghezzal dice “tanto peggio di così non può andare” non è uno sfogo dettato dallo sconforto. E’ anzi un’analisi precisa della situazione. “Più in basso di dove siamo non si può cadere. Non abbiamo niente da perdere, tutto da guadagnare”. E lo dice ridendo: il senso è ancora più chiaro. “Abbiamo ritrovato quel sorriso che avevamo perso – spiega –. Abbiamo attraversato un momento difficile, molto, ne stiamo venendo fuori. Il punto guadagnato con la Lazio ci ha dato morale. Non solo perché abbiamo mosso la classifica, ma per il modo in cui è maturato: siamo passati in svantaggio dopo otto minuti, abbiamo reagito e trovato il gol del pareggio. Abbiamo messo in campo quella convinzione che prima non avevamo”. “Nonostante tutto – aggiunge il bianconero -, anche domenica qualche torto lo abbiamo subito. Non sono matto e non mi sono tolto la maglia a caso: era un rigore sacrosanto. L’arbitro può anche non aver visto, quello che non mi spiego è come non abbia visto il guardalinee. Che poi però, è intervenuto sull’espulsione di Muslera… Siamo comunque contenti della prestazione, se continuiamo così arriveranno i risultati”. E magari arriveranno anche le reti di Ghezzal… “Mi manca il gol – ammette –, è normale che mi manchi e ogni domenica lo inseguo. Ma non sono preoccupato. In campo ci sono gli avversari e ci sono anche i pali… A Bologna ho avuto un’occasione incredibile, volevo toccare la palla, poi sono stato sbilanciato e ho messo fuori. L’importante, però, è che la squadra rimanga unita, con o senza le mie reti”.
Non si guarda indietro Ghezzal, preferisce concentrarsi sul presente. Anche se è difficile dimenticare, a livello umano, chi c’è stato. “Personalmente sono molto dispiaciuto per la partenza di Giampaolo – spiega l’attaccante –, è stato lui a farmi esordire in serie A, a darmi la possibilità di farmi conoscere. Avevamo un bel rapporto. Come sempre, quando i risultati non arrivano, è l’allenatore il primo a pagare. Non è mai stato un problema di disposizione tattica: con lo stesso modulo giocavamo anche l’anno scorso. Si è trattato più di mancanza di motivazioni”. “Baroni – aggiunge il franco-algerino – è comunque la scelta giusta: ci conosceva già bene e ha riportato nel gruppo fiducia. Adesso siamo tornati a scherzare come prima. Se fossi il mister dove metterei Ghezzal? In tribuna… Seriamente: ho giocato davanti, trequartista e ala. Sono un attaccante, ma credo di essere andato bene pure sulla fascia”.
Domenica Ghezzal incontrerà una sua ex squadra: motivo in più per tornare a segnare… “Sarà una gara molto difficile – dichiara –, a Marassi lo è sempre. Il Genoa staserà giocherà, speriamo che contro di noi accusi la stanchezza. Sono fiducioso, vedo il gruppo più dinamico”. “L’Algeria – conclude Ghezzal –? Tra due settimane, contro l’Egitto, giocheremo la partita della vita. O dentro o fuori dal Mondiale. Passiamo anche se perdiamo 1-0. Ci penso, mi sento con i compagni. Ma non voglio fissarmici. Prima devo pensare al Siena”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line