GHEZZAL: MILAN DA SCUDETTO, MA IL SIENA C’E’

Abdel Kader Ghezzal e’ arrivato in Italia da Lione da perfetto sconosciuto e, per conquistare la Serie A, ha fatto un giro un po’ largo: Crotone, Biella, Sesto San Giovanni, ancora Crotone e poi, finalmente, Siena. Una stagione nella massima serie (e gia’ nel mirino delle big), il francese di origine algerina non ha nessuna intenzione di fermarsi. L’impresa dello scorso anno, vuole essere solo una tappa, seppur importante, del suo percorso di carriera (che prevede anche un passaggio in Sudafrica per il Mondiale) e, nonostante la sconfitta di sabato contro il Milan (e lo scetticismo generale che circonda Siena), la fiducia nella seconda salvezza consecutiva non e’ scemata, anzi…

Allora, partiamo da sabato e la sconfitta contro il Milan: cosa vi e’ mancato per portare a casa un risultato positivo?

“Forse un pizzico di concentrazione. Non che non fossimo concentrati, ma quando giochi contro una grande squadra, cosi’ forte e piena di campioni, non puoi distrarti un attimo, altrimenti ti puniscono. Guarda i due passaggi di Ronaldinho, da fenomeno…”.

Nella gara contro il Milan hai potuto vedere da vicino sia Ronaldinho e Pato, sia Nesta e Thiago Silva: che impressione ti hanno fatto? Il Milan secondo te e’ al livello di Inter e Juve o un gradino sotto come sostengono i critici?

“Ronaldinho e Pato sono uno spettacolo, sono davvero incredibili. Nesta mi ha fatto un’ottima impressione, non credevo potesse essere gia’ a questi livelli dopo l’infortunio ed anche Thiago Silva mi ha impressionato, perche’ sembra gia’ essersi abituato al calcio italiano, anche se era solo alla prima partita. Difficile dire quale sia la squadra piu’ forte, ma personalmente credo che il Milan non sia affatto inferiore a Inter e Juve e per me si giochera’ lo Scudetto fino alla fine”.

Tornando a voi, invece, come vedi questa stagione? In molti considerano il Siena piu’ debole rispetto allo scorso anno…

“Sicuramente sono andati via tanti giocatori, alcuni dei quali molto importanti per noi, come ad esempio Portanova, che era la colonna della nostra difesa, senza dimenticare Galoppa, Kharja, Zuniga e gli altri. Pero’, ne sono arrivati altri, e la partita di sabato credo che abbia detto che ci siamo: io sono molto fiducioso, la squadra e’ giovane, ma sono convinto che ce la faremo. Contro una squadra eccezionale come il Milan, non abbiamo sfigurato, quindi…”.

La scorsa stagione 37 presenze e 5 goal, soddisfatto dal punto di vista personale?

“Moltissimo. Bisogna considerare che venivo dalla C, ho fatto un doppio salto ed ero alla mia prima stagione in Serie A. Io sono molto contento di quello che ho fatto finora”.

Esordio con goal, anche se e’ mancata la vittoria, e’ un buon inizio per te: qual e’ il tuo obiettivo in questa stagione? “L’obiettivo deve essere quello di migliorarmi e, sinceramente, credo proprio che ci siano tutte le condizioni per farlo. L’anno scorso per me era tutto nuovo, ora ho un anno di esperienza in piu’ e penso che questo mi servira’ tantissimo”.

Una sola stagione in A e subito le voci di mercato che ti davano vicinissimo a grandi squadre come la Roma: come hai vissuto questo periodo?

“All’inizio sono rimasto sorpreso, a dire il vero non me l’aspettavo proprio, e’ successo tutto cosi’ in fretta che non mi sono neanche reso conto. Ovviamente mi hanno inorgoglito, essere nel mirino di societa’ cosi’ prestigiose non puo’ che far piacere. Ho cercato, pero’, di non pensarci per non farmi distrarre, perche’ queste cose possono farti perdere concentrazione. Il mio procuratore lo sa che non deve dirmi certe cose, non voglio sapere con chi parla o chi lo chiama. Gli dico sempre: “Tu telefonami solo quando c’e’ da firmare (ride, ndr). Comunque alla fine sono rimasto qui e credo che un’altra stagione a Siena puo’ essere molto utile per accumulare ulteriore esperienza, in futuro vedremo…”.

Settimana prossima si va in Nazionale: quali sono le tue sensazioni per le qualificazioni mondiali? Cosa manca all’Algeria per tornare ad essere punto di riferimento in Africa?

“Diciamo che abbiamo cominciato molto, molto bene. Ci mancano tre partite, di cui due le giochiamo in casa, mentre l’Egitto, la nostra diretta avversaria, ne ha due fuori. Insomma, diciamo che se fanno un passo falso per noi il Mondiale diventa realta’. Sono 26 anni che l’Algeria non si qualifica, immagina cosa possa significare per il Paese”.

Cosa vi ha dato l’arrivo di Meghni? 

“Ci ha completato, con lui siamo molto piu’ competitivi. Adesso giochiamo tutti in Europa, quindi siamo tutti piu’ esperti, e non e’ un caso che i risultati comincino ad arrivare”.

Vale piu’ un goal contro il Milan o uno contro l’Egitto?

“Scherzi? Senza dubbio un goal contro l’Egitto. C’e’ una rivalità enorme tra Algeria ed Egitto, e’ come se fosse un derby. Pensa che quando incontravo i tifosi mi dicevano: “Potete perderle tutte, ma contro l’Egitto dobbiamo vincere”. Difatti, da quando ho segnato contro l’Egitto, son diventato un idolo. In Algeria in questo momento c’e’ un entusiasmo incredibile, non possiamo neanche camminare per strada. D’altronde, li’ il calcio e’ tutto”.

In questi giorni si fa un gran parlare del Ramadan, tu come ti gestisci in questo periodo?

“Io lo faccio solo nei giorni di riposo. In passato digiunavo tutti i giorni, ma qualche tempo fa sono stato male, sono svenuto, e da allora ho deciso di seguire questa strada. D’altronde, noi facciamo un lavoro che non si sposa con il Ramadan: ieri, ad esempio, abbiamo fatto doppio allenamento, uno alle 9 di mattina e l’altro alle 8 di sera. Rispettando alla lettera gli insegnamenti, avrei potuto mangiare alle 5 di mattina e poi alle 9 di sera e nel mezzo avrei dovuto sostenere due allenamenti a digiuno e senza bere. Come si fa? Il calcio e’ il nostro mestiere, senza considerare che e’ pericoloso, infatti io sono stato male. Sai, magari, se non mangi, dopo un po’ smetti di pensarci e la fame ti passa, ma con questo caldo come fai ad allenarti e a non bere? Quest’anno, poi, e’ capitato anche in un periodo molto caldo, qui ci si allena a piu’ di 30 gradi, si rischia il collasso….”.

C’e’ una soluzione?

 “Magari per gli allenamenti si’, puoi concordare con l’allenatore un allenamento differenziato, ma con la partita come fai? Non puoi chiedere di spostare le partite… Per questo ho preso questa decisione. Intendiamoci, rispetto chi segue fedelmente come Muntari, ma vista la mia brutta esperienza preferisco non rischiare di stare male di nuovo”. (Sergio Stanco)

Fonte: Goal.com