GHEZZAL, L’UOMO NUOVO DEL SIENA

Settanta minuti per iniziare l’avventura con la maglia della nazionale. Tanto è durato l’esordio con la casacca dell’Algeria per Abdel Kader Ghezzal, l’uomo nuovo della stagione del Siena. Martedì sera contro il Mali il ventiquat­trenne (il prossimo 5 dicembre) ha debuttato agli ordini del ct Rabah Saadane. Ghezzal, che aveva accettato con grande entusiasmo la convocazio­ne, è tornato carico di emozioni e pronto per rituffarsi nell’avventura del campionato italiano. Il momen­to è di quelli da vivere intensamen­te: ormai è titolare del Siena, in più avendo scelto la nazionalità algeri­na (ha anche passaporto francese) sta entrando anche nel giro della rappresentativa nordafricana.
Ma come nasce il suo ruolo di ti­tolare nel Siena? Innanzi tutto par­tiamo dai numeri: quattro volte nelle ultime cinque partite Ghez­zal è sceso in campo dal primo mi­nuto. Prima della gara col Catania non aveva mai goduto di tale privi­legio mentre da allora il suo impie­go è praticamente la regola. Solo contro la Fiorentina, nelle ultime cinque partite, si è dovuto accomodare in pan­china entrando poi nei minuti finali. Però quella era la terza gara in sette giorni, quindi la scelta di tenerlo fuori da parte di Giampaolo era dovu­ta ad una logica di turnover. Una rotazione delle forze che soprattutto per gli attaccanti, chiamati ad un grande lavoro di sacrificio che richiede un notevole dispendio di energie, necessita di una cura particolare nell’assegnazione dei minuti da giocare.
Perché Ghezzal piace così tanto a Giampaolo? Delle quattro punte che ruota maggiormente (ol­tre a lui, Maccarone, Frick e Calaiò), il franco al­gerino è quella probabilmente più duttile. Men­tre Calaiò è solo centravanti, mentre Maccarone e Frick sono due attaccanti puri, ancorché di mo­vimento, lui è in grado anche di giocare come tre­quartista. E’ una sorta di vice Kharja in pectore, anche se in quella posizione ha giocato soltanto degli spiccioli di gara. Però che sappia proteggere palla, a testa al­ta, anche a diverse decine di metri dalla porta avversaria, è un dato di fatto. «Avevo bisogno di un giocato­re più forte nel gioco aereo e che mi potesse fare il trequartista», co­sì Giampaolo domenica scorsa per spiegare il perché della sostituzio­ne di Maccarone nel momento del­l’ingresso in campo di Calaiò. Il Siena doveva vincere e Giampaolo ha rinunciato a Big Mac ma non a lui. Una bella iniezione di morale e fiducia per il franco algerino che prosegue la sua crescita.
Non va dimenticato che è al pri­mo anno nel massimo campionato e che fino a qualche mese fa gioca­va in C1. Dove segnava tanto (venti gol in trenta­cinque presenze) ma dove pur sempre doveva confrontarsi con avversari decisamente diversi da quelli che affronta oggi. Il vizietto del gol pe­rò non l’ha smarrito, anzi con due segnature guar­da quasi tutti i compagni dall’alto. L’obiettivo adesso è non fermarsi, non guardarsi indietro. Andare avanti, continuare a fare gol per vestire sempre di più il bianconero del Siena e il verde dell’Algeria. (Stefano Salvadori/Infopress)
Fonte: Corriere dello Sport