Gervasoni interrogato otto ore. E spuntano altri match sospetti

A Cremona le nuove verità del pentito Carlo Gervasoni, con circostanze più precise su una serie di partite, prime tra tutte quella tra Lazio e Genoa. A Roma le audizioni in vista del processo sportivo, con le deposizioni fiume di una serie di calciatori e nuove partite nel mirino del procuratore Stefano Palazzi: tra le altre Siena-Ascoli, Ascoli-Torino e Ascoli-Sassuolo.

Ieri il procuratore di Cremona, Roberto di Martino, ha interrogato per otto ore ancora una volta Gervasoni. Dal difensore sono arrivati nuovi particolari sul ruolo avuto dal gruppo degli Zingari nella gestione di alcune partite: Palermo-Bari, Lazio-Genoa (nel primo interrogatorio era stato lui a fare i nomi di Mauri e Milanetto), Lecce-Lazio, Siena-Piacenza e di Chievo-Novara di Coppa Italia. Ieri nuove rivelazioni e precisazioni su questa partite. A Roma invece i giocatori chiamati hanno risposto alle domande della procura federale. È stato il giorno per esempio del capitano dell'Ascoli, Daniele Di Donato. "È stato interrogato come persona informata dei fatti – spiega l'avvocato De Nicola – ma a molte domande non poteva neppure rispondere perché non ne sapeva nulla. Ha parlato di diversi episodi avvenuti fuori e dentro lo spogliatoio in occasione di 5-6 partite della scorsa stagione".

Nel mirino di Palazzi finiscono ora altre tre partite sospette, non ancora sotto inchiesta: Siena-Ascoli, Ascoli-Torino e Ascoli-Sassuolo. Cinquanta minuti di audizione anche per chiarire i rapporti col compagno Vittorio Micolucci, che lo aveva citato insieme a Marcello Gazzola, anche lui ieri a via Po per un'udienza di un'ora: "Ero qui come testimone – spiega il difensore del Sassuolo (sotto accusa per quando giocava nell'Ascoli) – e non ho avuto problemi a rispondere alle domande su alcune partite perché non avevo nulla da nascondere".
È durato invece più di due ore l'interrogatorio di Marco Turati, il difensore accusato sia da Gervasoni sia da Filippo Carobbio. Il primo ha raccontato che in occasione di Albinoleffe-Ancona del 30 maggio 2009, Mastronunzio, Turati e Colacone gli si presentarono con 15mila euro perché perdesse. Andò così e i marchigiani poi si salvarono.

Carobbio invece, a proposito di Ancona-Grosseto del 30 aprile 2010, ha raccontato ai giudici che "si è attivato Marco Turati". "Non è vero nulla" ha giurato però Turati ieri agli uomini di Palazzi. E si è difeso pure Cesare Rickler accusato d'essere, secondo Gervasoni, l'intermediario con Passoni per i fratelli Cossato della combine in Piacenza-Albinoleffe (3-3) del 20 dicembre 2010. L'attuale giocatore del Bologna è stato messo sotto torchio anche per Mantova-Modena e le stagioni precedenti a Piacenza. Verrà stilato a breve un calendario di audizioni della Procura per la prossima settimana. 

Fonte: Repubblica