“Dopo che ha fatto l’assist di sinistro, è finito il calcio”, scherza Guberti. E Gerli: “Di sinistro non ci camminavo nemmeno prima”. Siparietto tra due ex compagni, che a Siena hanno condiviso tre stagioni (2017-20) e si sono rincontrati durante l’ultima puntata di “Al Club con la Robur”.
“Siamo arrivati nello stesso periodo a Siena, negli ultimi giorni di calciomercato – spiega Gerli, attuale capitano del Modena in Serie B – mi ricordo che il suo esordio fu a Pisa, finì 0-0. Ero in panchina e a un certo punto entrò lui e fece un tunnel incredibile su un calcio d’angolo. Aveva questo vizio, di farti sempre il tunnel facendoti rosicare…”.
“Una volta – risponde Guberti – Mignani venne a parlare con noi più grandi e si parlava di lui, questo “cretinello” che non gli si riusciva mai a prendere via la palla. Si disse: ma questo da dove cacchio è uscito?”.
Gerli racconta un altro aneddoto: è stato il compagno di camera di Guberti per tre anni in ritiro. “Mamma mia… Mi diceva la prima parola appena entravamo in camera e poi tornava a parlarmi per chiedermi l’orario per il pranzo o la cena. Lui non sapeva niente!”. “Vero, senza Fabio avrei saltato i programmi – interviene Guberti – lui era sempre preciso, io invece facevo tutto all’ultimo secondo”.
Gerli racconta poi la sua esperienza in bianconero. “Subentrai con l’Arzachena, poi il mister mi ha dato fiducia e fu una stagione meravigliosa. Eravamo un gruppo stupendo. Dei miei tre anni il primo è stato il più bello. Ci sono delle annate che hanno qualcosa di magico, quella era una di queste. Mi dispiace tanto per l’epilogo di Pescara. Siamo arrivati un po’ corti, tanti di noi eravamo squalificati, Guberti aveva anche uno stiramento. Al completo sarebbe stata una partita diversa”.
“A Modena sto benissimo, stiamo facendo delle buone annate – conclude – se sono qui ora è prima di tutto grazie a Siena, la prima piazza che ha creduto veramente in me, che mi ha dato la possibilità di giocare con continuità e di fare dei campionati di alto livello. Auguro al Siena di tornare presto dove deve stare”. (Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
